Chi Siamo


Introduzione

Dal settembre 1992 facciamo Radio Blackout. Non siamo stati sempre gli stessi, alcuni di noi sono arrivati nel corso di questi anni, altri se ne sono andati. Ma qualcuno c’è sempre stato dietro questi microfoni, perché qualcuno ha sempre ritenuto che una radio come questa fosse utile o interessante o divertente, e ognuno ha portato i suoi gusti musicali, o i suoi interessi culturali e sociali, o una particolare competenza tecnica. Ora ci siamo noi, sentirete cosa riusciamo a fare. Abbiamo deciso di cominciare raccontandovi qualcosa sulla nostra STORIA, sull’INFORMAZIONE, sui nostri DEEJAY, sul FINANZIAMENTO, sulla FESTA, sulla REDAZIONE e su tutto ciò che facciamo per migliorare la radio. Che non ospitiamo pubblicità chi ci ascolta lo sa già, nessun programma è mai stato interrotto per pubblicizzare rosticcerie, parrucchieri o pompe funebri. Forse non tutti sanno che nessuno di noi è mai stato pagato. Siamo contro l’attuale società fondata sulla divisione in classi, sul lavoro salariato, sull’oppressione di genere, sul profitto, sul carcere, sulla guerra e su altre cose orribili ma su questo punto, invece di usare tante parole difficili e noiose, la cosa migliore è che ci ascoltiate sui 105.250 FM.

Storia della Radio

1992, il movimento della Pantera era finito da poco, era in pieno sviluppo il movimento delle occupazioni delle case (di quel periodo sono le prime occupazioni del Barocchio e del Prinz Eugen) e proprio a Torino Sergio Cofferati, non ancora segretario generale della CGIL, riceveva pomodori e bulloni dai lavoratori in piazza San Carlo. E alcuni soggetti con molto entusiasmo e poca esperienza hanno pensato di provare a usare un microfono, un mixer e un’antenna. Radio Blackout ha sempre avuto molti amici nei centri sociali e nelle case occupate, pur senza escludere altri gruppi, associazioni, movimenti e individui che, in modo diverso, si oppongono al potere (economico, culturale, militare ecc.) o a qualche suo aspetto. Abbiamo sempre annunciato tutte le iniziative dei centri sociali e delle case occupate. Il 10 settembre 1994 abbiamo realizzato la diretta degli scontri di Milano in occasione della manifestazione nazionale promossa dal centro sociale Leoncavallo. Nel 1995 abbiamo anche pubblicato un libro, si intitolava “Ascolta questo libro, leggi questa radio” e conteneva i ricordi, i propositi e le lamentele di tutti coloro che avevano fatto la radio fino a quel momento. Se non l’avete letto ne abbiamo ancora qualche copia, chiedetecelo e ve lo daremo. In seguito abbiamo cercato di raccontarvi i momenti piu’ tristi e quelli piu’ vivi di questa citta’. Dall’omicidio di stato di Sole e Baleno alle ultime occupazioni, da Genova alle street parade siamo stati una voce sempre presente per raccontarvi i fatti da un punto di vista diverso, fieramente privo di quella “oggettività’” giornalistica che non ci interessa perche’ siamo una radio di persone e di idee, che vi piaccia o no, libere di circolare. Spesso siamo stati una voce contro tutti, una stazione contro la nazione! ONE STATION AGAINST THE NATION!

La Redazione

Con tutti i suoi limiti, la redazione resta il luogo indispensabile per avere un’idea di prima mano su come Radio Blackout sta andando e per portare proposte e critiche, a formarla sono quei redattori, dj e le altre persone che pur  non trasmettendo  hanno a cuore la vita della radio. La provenienza è etereogenea, c’è chi arriva da un esperienza prettamente militante e chi siè ” politicizzato” in radio, all’interno ci sono membri di collettivi politici, singoli individui, animalisti, studenti, ecc. ecc..  Sono le stesse persone che potete incontrare durante le varie iniziative benefit radio che si tengono nella nostra sede, nei vari centri sociali e case occupate della città e soprattutto durante la Festa. Nella redazione portiamo avanti il progetto radio,  decidiamo le iniziative, discutiamo il palinsesto, ci raccontiamo le novità della settimana. Se volete venirci a trovare è aperta, si riunisce ogni lunedì alle ore 21,30 in via Cecchi 21/a.

I DeeJay

Deejay ne sono passati molti, alcuni sono con noi dall’inizio, altri hanno avuto la loro stagione di gloria, qualcuno ha deciso di provare da pochi mesi. Radio Blackout ha ospitato tutti i generi musicali, dal jazz al reggae alla musica classica e medievale, techno, hip hop. Chi vuole provare a trsmettere deve solo venire in redazione e proporre il suo progetto di trasmissione, specificando se intende avere una trasmissione più informativa o più musicale, indicandone il genere se vi è, dopo di chè inizierà un periodo di affiancamento in una o più trasmissioni già presenti e appena si apriirà uno spazio nel palinsesto  inizierà a trasmettere.  Non abbiamo preclusioni e tanto meno chiediamo il professionismo, ma solo un minimo d’impegno e serietà, arrivare puntuali, avvertire in caso di contrattempo, non scroccare telefonate a Londra o Bangkok, non saccheggiare dischi e puntine. Chiediamo soprattutto presenza nella vita della radio, di partecipare alle iniziative di finaziamento, almeno le più impegnative.
Sappiamo bene quanto la programmazione musicale sia fondamentale per l’ascolto di una radio. La redazione è il luogo in cui comunicare e
discutere per ogni evenienza o controversia, e almeno una volta all’anno cerchiamo di fare un’assemblea con tutti coloro che vengono in radio. Maggiori notizie sui deejay che trasmettono in questo momento e sugli attuali spazi informativi autogestiti le trovate in questo stesso sito sulle presentazioni dei diversi programmi.

Finanziamento

Abbiamo sempre avuto bisogno di molti, moltissimi soldi. Dobbiamo pagare l’affitto della sede, l’affitto del terreno dove si trova il ripetitore, la corrente elettrica (quella della luce e quella del ripetitore), il telefono (per raccogliere le corrispondenze e i servizi anche da altre città), le piccole (ma sono tante) spese di manutenzione.

In questi ultimi anni abbiamo rinnovato quasi completamente il materiale tecnico, iniziando dal mixer di regia e passando all’ acquisto di  nuovi computer indispensabili per dare e ricevere molte più notizie e soprattutto molto più rapidamente, specialmente quelle che non si trovano nei mass media.

Adesso vorremmo continuare a mantenere uno standard più alto nel rinnovo dei materiali che via via vengono sostituiti per l’usura , è inutile avere cose intelligenti da dire se il segnale è debole o disturbato.  Il prossimo obiettivo è una nuova sala di registrazione. La stragrande maggioranza dei soldi che ci ha permesso  di sopravvivere  ci è arrivata sotto forma di biglietti da mille, cinquemila e diecimila lire stropicciate ( quando ancora c’erano!) e poi con gli euro in moneta, portati da tutti coloro che hanno partecipato ai concerti, alle cene, alle serate disco o video di autofinanziamento, organizzati con l’aiuto o dentro i centri sociali e le case occupate. Poi ci sono le offerte piccole e grandi di individui e gruppi, come i 10 milioni che ci sono arrivati, molti anni fa, dal gruppo musicale Chumbawamba.

Ma ci sono molti modi di aiutarci, regalandoci o prestandoci qualcosa che ci può servire, ce ne sono tante, basta pensarci, in caso chiedete.

Blackout ha bisogno di fondi

Partecipa alle nostre iniziative, ai benefit, alle cene, serviti alla nostra distro, potrai così dare attivamente una mano alla tua radio preferita. Se poi proprio vuoi donarci direttamente qualche fondo a noi non spiace!
Sostieni radio Blackout: l’unica emittente autentica, libera e finanziata da chi la vive!
Presta attenzione al calendario degli eventi Blackout su questo sito oppure passa in banca, il nostro conto è:

Radio Black Out Associazione Culturale

IBAN IT 18 X 05018 01000 000000116386
BIC CCRTIT2184L
Banca Popolare Etica – Padova, Via Piazzetta Forzat 2/3

CIN X
ABI 05018
CAB 01000
C/C 000000116386


Introduzione

Dal settembre 1992 facciamo Radio Blackout. Non siamo stati sempre gli stessi, alcuni di noi sono arrivati nel corso di questi anni, altri se ne sono andati. Ma qualcuno c’è sempre stato dietro questi microfoni, perché qualcuno ha sempre ritenuto che una radio come questa fosse utile o interessante o divertente, e ognuno ha portato i suoi gusti musicali, o i suoi interessi culturali e sociali, o una particolare competenza tecnica. Ora ci siamo noi, sentirete cosa riusciamo a fare. Abbiamo deciso di cominciare raccontandovi qualcosa sulla nostra STORIA, sull’INFORMAZIONE, sui nostri DEEJAY, sul FINANZIAMENTO, sulla FESTA, sulla REDAZIONE e su tutto ciò che facciamo per migliorare la radio. Che non ospitiamo pubblicità chi ci ascolta lo sa già, nessun programma è mai stato interrotto per pubblicizzare rosticcerie, parrucchieri o pompe funebri. Forse non tutti sanno che nessuno di noi è mai stato pagato. Siamo contro l’attuale società fondata sulla divisione in classi, sul lavoro salariato, sull’oppressione di genere, sul profitto, sul carcere, sulla guerra e su altre cose orribili ma su questo punto, invece di usare tante parole difficili e noiose, la cosa migliore è che ci ascoltiate sui 105.250 FM.

Storia della Radio

1992, il movimento della Pantera era finito da poco, era in pieno sviluppo il movimento delle occupazioni delle case (di quel periodo sono le prime occupazioni del Barocchio e del Prinz Eugen) e proprio a Torino Sergio Cofferati, non ancora segretario generale della CGIL, riceveva pomodori e bulloni dai lavoratori in piazza San Carlo. E alcuni soggetti con molto entusiasmo e poca esperienza hanno pensato di provare a usare un microfono, un mixer e un’antenna. Radio Blackout ha sempre avuto molti amici nei centri sociali e nelle case occupate, pur senza escludere altri gruppi, associazioni, movimenti e individui che, in modo diverso, si oppongono al potere (economico, culturale, militare ecc.) o a qualche suo aspetto. Abbiamo sempre annunciato tutte le iniziative dei centri sociali e delle case occupate. Il 10 settembre 1994 abbiamo realizzato la diretta degli scontri di Milano in occasione della manifestazione nazionale promossa dal centro sociale Leoncavallo. Nel 1995 abbiamo anche pubblicato un libro, si intitolava “Ascolta questo libro, leggi questa radio” e conteneva i ricordi, i propositi e le lamentele di tutti coloro che avevano fatto la radio fino a quel momento. Se non l’avete letto ne abbiamo ancora qualche copia, chiedetecelo e ve lo daremo. In seguito abbiamo cercato di raccontarvi i momenti piu’ tristi e quelli piu’ vivi di questa citta’. Dall’omicidio di stato di Sole e Baleno alle ultime occupazioni, da Genova alle street parade siamo stati una voce sempre presente per raccontarvi i fatti da un punto di vista diverso, fieramente privo di quella “oggettività’” giornalistica che non ci interessa perche’ siamo una radio di persone e di idee, che vi piaccia o no, libere di circolare. Spesso siamo stati una voce contro tutti, una stazione contro la nazione! ONE STATION AGAINST THE NATION!

La Redazione

Con tutti i suoi limiti, la redazione resta il luogo indispensabile per avere un’idea di prima mano su come Radio Blackout sta andando e per portare proposte e critiche, a formarla sono quei redattori, dj e le altre persone che pur  non trasmettendo  hanno a cuore la vita della radio. La provenienza è etereogenea, c’è chi arriva da un esperienza prettamente militante e chi siè ” politicizzato” in radio, all’interno ci sono membri di collettivi politici, singoli individui, animalisti, studenti, ecc. ecc..  Sono le stesse persone che potete incontrare durante le varie iniziative benefit radio che si tengono nella nostra sede, nei vari centri sociali e case occupate della città e soprattutto durante la Festa. Nella redazione portiamo avanti il progetto radio,  decidiamo le iniziative, discutiamo il palinsesto, ci raccontiamo le novità della settimana. Se volete venirci a trovare è aperta, si riunisce ogni lunedì alle ore 21,30 in via Cecchi 21/a.

I DeeJay

Deejay ne sono passati molti, alcuni sono con noi dall’inizio, altri hanno avuto la loro stagione di gloria, qualcuno ha deciso di provare da pochi mesi. Radio Blackout ha ospitato tutti i generi musicali, dal jazz al reggae alla musica classica e medievale, techno, hip hop. Chi vuole provare a trsmettere deve solo venire in redazione e proporre il suo progetto di trasmissione, specificando se intende avere una trasmissione più informativa o più musicale, indicandone il genere se vi è, dopo di chè inizierà un periodo di affiancamento in una o più trasmissioni già presenti e appena si apriirà uno spazio nel palinsesto  inizierà a trasmettere.  Non abbiamo preclusioni e tanto meno chiediamo il professionismo, ma solo un minimo d’impegno e serietà, arrivare puntuali, avvertire in caso di contrattempo, non scroccare telefonate a Londra o Bangkok, non saccheggiare dischi e puntine. Chiediamo soprattutto presenza nella vita della radio, di partecipare alle iniziative di finaziamento, almeno le più impegnative.
Sappiamo bene quanto la programmazione musicale sia fondamentale per l’ascolto di una radio. La redazione è il luogo in cui comunicare e
discutere per ogni evenienza o controversia, e almeno una volta all’anno cerchiamo di fare un’assemblea con tutti coloro che vengono in radio. Maggiori notizie sui deejay che trasmettono in questo momento e sugli attuali spazi informativi autogestiti le trovate in questo stesso sito sulle presentazioni dei diversi programmi.

Finanziamento

Abbiamo sempre avuto bisogno di molti, moltissimi soldi. Dobbiamo pagare l’affitto della sede, l’affitto del terreno dove si trova il ripetitore, la corrente elettrica (quella della luce e quella del ripetitore), il telefono (per raccogliere le corrispondenze e i servizi anche da altre città), le piccole (ma sono tante) spese di manutenzione.

In questi ultimi anni abbiamo rinnovato quasi completamente il materiale tecnico, iniziando dal mixer di regia e passando all’ acquisto di  nuovi computer indispensabili per dare e ricevere molte più notizie e soprattutto molto più rapidamente, specialmente quelle che non si trovano nei mass media.

Adesso vorremmo continuare a mantenere uno standard più alto nel rinnovo dei materiali che via via vengono sostituiti per l’usura , è inutile avere cose intelligenti da dire se il segnale è debole o disturbato.  Il prossimo obiettivo è una nuova sala di registrazione. La stragrande maggioranza dei soldi che ci ha permesso  di sopravvivere  ci è arrivata sotto forma di biglietti da mille, cinquemila e diecimila lire stropicciate ( quando ancora c’erano!) e poi con gli euro in moneta, portati da tutti coloro che hanno partecipato ai concerti, alle cene, alle serate disco o video di autofinanziamento, organizzati con l’aiuto o dentro i centri sociali e le case occupate. Poi ci sono le offerte piccole e grandi di individui e gruppi, come i 10 milioni che ci sono arrivati, molti anni fa, dal gruppo musicale Chumbawamba.

Ma ci sono molti modi di aiutarci, regalandoci o prestandoci qualcosa che ci può servire, ce ne sono tante, basta pensarci, in caso chiedete.

Blackout ha bisogno di fondi

Partecipa alle nostre iniziative, ai benefit, alle cene, serviti alla nostra distro, potrai così dare attivamente una mano alla tua radio preferita. Se poi proprio vuoi donarci direttamente qualche fondo a noi non spiace!
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