
CONTROLLI A TAPPETO IN VAL DI SUSA: ORE 14:30 CONFERENZA STAMPA E PRESIDIO A VENAUS
lunedì 27 luglio 2026
Tutte le strade per scendere da Venaus bloccate con controlli a tappeto e identificazioni in risposta alla mobilitazione di sabato 25 luglio, tenutasi nella cornice del decimo Festival dell’Alta Felicità, contro i cantieri della devastazione in Val di Susa e che ha visto la partecipazione di almeno 20mila persone.
Si parla di almeno 800 persone identificate che si vanno ad aggiungere alle 436 già identificate nella giornata di domenica 26 luglio e a quelle identificate preventivamente tra le giornate di giovedì e venerdì, all’arrivo al festival.
Il commento di Martina del Movimento No Tav:
Sono stati effettuati controlli anche alle stazioni di Porta Nuova a Torino e nelle stazioni Centrale e di Lambrate a Milano e persino auto smontate per verificarne il contenuto e zaini svuotati all’ingresso di supermercati lungo la strada. Al seguito dei controlli alle persone identificate viene fatto un video testa-piedi.
Il movimento No Tav ha indetto per le ore 14:30 di oggi a Venaus una conferenza stampa e un presidio in solidarietà alle migliaia di persone che ancora sono al campeggio.
Di seguito riportiamo l’audio della conferenza stampa in cui hanno preso parola Guido Fissole e Nicoletta Dosio del movimento No Tav, di Franco Olivero Fugera, consigliere comunale di Giaglione e di Matilde dei Giovani No Tav:
Riprendiamo il comunicato di NoTav.Info:
Questa mattina, le forze dell’ordine e la Digos di Torino hanno istituito massicci posti di blocco all’uscita del perimetro del Festival Alta Felicità. Su tutte le strade verso Susa non si passa se non identificati. Non a caso giunge notizia che sono attesi in visita al cantiere di Chiomonte Piantedosi e Meloni.
Una strategia di pressione e di prova di forza voluta dalla Questura di Torino e dal Governo per rispondere alla grande manifestazione di massa di sabato e alla partecipazione di migliaia di giovani al Festival Alta Felicità.
Le reazioni istituzionali di ieri dimostrano che Governo e partiti di ogni colore non sanno più in che modo mettere una toppa sul buco: invece di assumere che l’opera è inutile, vetusta, che i lavori procedono a rilento e che serve solo a portare i soldi ai soliti noti, cercano di spostare l’attenzione.
È cosa nota invece che questa opera non si farà ma si vuole prolungare la pagliacciata. Questi giorni accendono la luce sulla voglia di esserci e difendere il proprio territorio dagli interessi di aziende, mafie e partiti.







