
Albania in rivolta: si infiammano le proteste a Tirana
sabato 17 ottobre 2026
Dal 31 maggio migliaia di persone scendono in piazza a Tirana: i media l’hanno chiamata la “Rivoluzione dei fenicotteri”, dal nome degli uccelli della laguna di Narta, sulla costa meridionale.
Tutto nasce da un progetto turistico di lusso in un’area protetta, sostenuto dal governo di Edi Rama e legato a Jared Kushner, genero di Donald Trump. Il 30 maggio, durante una protesta sul posto, attivisti e residenti sono stati aggrediti da vigilantes privati senza l’intervento della polizia. Il giorno dopo la mobilitazione è arrivata nella capitale.
In poche settimane il movimento ha cambiato natura: non più solo ambiente, ma dimissioni di Rama, al potere dal 2013, e denuncia di corruzione e concentrazione del potere. Il movimento rifiuta anche l’opposizione tradizionale, Sali Berisha compreso, e il 22 giugno ha presentato cinque richieste: dimissioni del governo, esecutivo tecnico di dodici mesi, riforme costituzionali ed elettorali, abrogazione delle leggi contestate, nuovo patto sociale.
Rama non ha ceduto e parla di “guerra ibrida” orchestrata dall’estero. Da mercoledì 14 ottobre una nuova fase, con gli studenti in piazza: migliaia di manifestanti si sono riversati con determinazione nelle strade di di Tirana e anche delle altre città albanesi attaccando ministeri e palazzi del potere con la risposta ingenti arresti per cercare di contenere le proteste. Ne parliamo con Elon, compagno italo albanese.









