Bello come una prigione che brucia

SENTENZA PALESTINE ACTION – DOXXING SIONISTA – UK: POLICE.AI – FINANZA E ICE

martedì 17 febbraio 2026

Estratti dalla puntata del 16 febbraio 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

FINANZA, LAGER PER MIGRANTI E RASTRELLAMENTI ICE

La recente conference call trimestrale degli azionisti di CoreCivic e GeoGroup segnala come i rastrellamenti di massa non siano sufficienti per il raggiungimento degli obbiettivi della lobby della carcerazione privata statunitense.

“Penso che la gente (gli azionisti) si aspettasse saremmo arrivati ​​a livello di 100.000 (persone rinchiuse) Siamo a poco più di 70.000.”… ecco i target aziendali di questo comparto del capitalismo contemporaneo.

INTERFERENZE SIONISTE SULLA REPRESSIONE

Torniamo a parlare di interferenza sionista sugli apparati repressivi europei.

Iniziamo con uno sguardo sulla contestata presenza di militari israeliani, come partecipanti a “soggiorni di decompressione” o come atleti olimpici, soffermandoci sull’episodio dell’identificazione – in stile Betar e Canary Project – del commesso di un negozio di souvenir, reo di aver replicato “Free Palestine” a dei supporter del team israeliano; è evidente la gravità di questo primo episodio di doxxing sionista in Italia, mentre resta da confermare la notizia del licenziamento di questo ragazzo [aggiornamento 1], rilanciata e rivendicata da attori di propaganda come Stop Antisemitism.

Passiamo quindi ai dati – recentemente diffusi da Declassified UK – sulla presenza di individui con doppia cittadinanza attivi nelle fila di IDF durante il Genocidio a Gaza: gli italiani sono quasi 1000. Verranno trattati come “foreing fighters” e subiranno lo stesso trattamento riservato a compagne/i partiti per supportare la resistenza kurda contro Daesh in Rojava?

Parallelamente, dal Regno Unito, arriva notizia della richiesta del gruppo di avvocati filo-israeliani (UK Lawyers For Israel – UKLFI) di rimuovere dal British Museum la dicitura “Palestina” presente per indicare la provenienza di alcuni reperti [aggiornamento 2].

Passiamo quindi ad approfondire qualcosa di positivo come la recente vittoria di Palestine Action: nonostante le pressioni politiche, la tesi dei finanziamenti iraniani e le prove secretate (Closed Material Proceedings), Huda Ammori e Palestine Action hanno vinto il ricorso alla High Court riguardo alla proscrizione per terrorismo del movimento.

1 – AGGIORNAMENTO COMMESSO DOXXATO DA STOP ANTISEMITISM

Da comunicazione ufficiale della Fondazione Milano Cortina confermiamo che il commesso non è stato licenziato, al contrario di quanto sostenuto da Stop Antisemitism

2 – AGGIORNAMENTO SU BRITISH MUSEUM:

Rispetto alla presunta adesione del British Museum alle richieste degli avvocati sionisti, nel pomeriggio arriva una smentita dallo storico scozzese William Dalrymple:

“Ho appena chiacchierato con Nick Cullinan, l’eccellente nuovo direttore del British Museum, e sono molto sollevato di dire che l’articolo pubblicato dal Daily Telegraph sulla cancellazione del nome Palestina da parte del British Museum è una completa travisazione dei fatti […]”.

Altri gruppi britannici a sostegno della Palestina suggeriscono di attendere una comunicazione ufficiale del British Museum.

LA RIORGANIZZAZIONE ALGORITMICA DELLA POLIZIA

Partiamo dalla recente pubblicazione di una white paper per la riorganizzazione della polizia britannica attorno a tecnologie di intelligenza artificiale, sorveglianza biometrica, analisi predittive.

Una traiettoria anticipatoria che possiamo osservare come tendenza comune a diversi apparati repressivi, trainata da una visione meccanica ed etnicizzata della “criminalità”:

RICERCA MILITARE E mRNA

Vista la sinergia tra AI e biologia di sintesi, gli eserciti devono iniziare a strutturare programmi per prepararsi a scenari di guerra biologica…

Questa la tesi espressa in un editoriale da Jeff Coller (scienziato e imprenditore biotech, attivo nel programma Operation Warp Speed per lo sviluppo di vaccini e strumenti diagnostici in fase covid-19):

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