Legge di stabilità, università e ancora tagli

Scritto dasu 31 Ottobre 2014

In questi giorni il dibattito politico istituzionale è incentrato sull’approvazione della Legge di Stabilità. Non manca una certa confusione per quanto concerne le singole voci di spesa. Eppure, dalle prime indicazioni sembra emergere forte e chiaro un dato politico: la scure torna ad abbattersi. Sembra essere confermata l’assunzione di 150mila precari prevista dal recente piano per una “buona” scuola. Ma chi ne paga il conto?

Sul fronte universitario, i ricercatori: blocco degli stipendi fino al 2018 e la riduzione dei fondi destinati alle attività di ricerca. Ad essere colpiti sono anche gli studenti, il FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), decisamente ridimensionato dalle ultime riforme universitarie, viene ulteriormente de-finanziato per un valore di 34 milioni di euro. Ma è il dato relativo al personale amministrativo, tecnico e ausiliario che ci mostra le reali intenzioni del governo: questo sarà ridimensionato per oltre 2mila unità.

Questa tendenza, confermata dal nuovo piano per “La buona scuola”, rivela dunque la reale strategia del governo per la ripresa economica ed il rilancio dell’occupazione. L’immissione sul mercato del lavoro di una massa ingente di studenti che presteranno le proprie forze per un lavoro gratuito o, nella migliore delle ipotesi, sottopagato.

Ne parliamo con Umberto, del Collettivo Universitario Autonomo Torino: umberto_cua_leggestabilità


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