I Bastioni di Orione

Iran, dentro la guerra dei corridoi intermodali eurasiatici

sabato 25 aprile 2026

La guerra contro l’Iran sta ridefinendo gli equilibri geopolitici mirando da parte israelo americana alla ristrutturazione radicale del sistema della connettività eurasiatica, poiché ne percepiscono lo sviluppo come un potenziale pericolo per la struttura di potere globale che possiamo definire talassocratico su cui si è retta la lunga stagione dell’egemonia americana. Gli israeliani, in particolare, hanno bombardato chirurgicamente, pochi giorni fa, una precisa sezione dei 14.000 km di rete ferroviaria iraniana: giusto quegli otto segmenti e dieci tratte del corridoio ferroviario strategico Iran-Cina, inaugurato ufficialmente il 3 giugno scorso (appena dieci giorni prima dello scatenamento della fase 1 della guerra) e frutto di un significativo investimento cinese, nel quadro della “Belt and Road Initiative”. L’obiettivo strategico di questo corridoio ferroviario è quello di consentire all’Iran di esportare petrolio direttamente in Cina via terra, aggirando lo Stretto di Hormuz e di importare merci, riducendo drasticamente i tempi di trasporto (15 giorni contro i 40 previsti dalla rotta via mare), diminuendo la vulnerabilità al sistema sanzionatorio e al controllo navale navale occidentale dell’Oceano indiano e lo Stretto di Malacca attraverso cui transita il 90% del petrolio che la Cina importa dall’Iran,vera e propria giugulare per il sistema di scambio commerciale cinese. Questi corridoi non sono solo est-ovest ma s’intersecano anche con quelli nord-sud in cui la Russia ha un ruolo significativo , e i corridoi intermodali che trovano nel porto secco di Aprin ,a sud ovest di Teheran , un terminale strategico hanno in Iran uno snodo decisivo. L’incubo dei neocon statunitensi è stato da sempre il rischio dell’unificazione del continente eurasiatico che mettesse in discussione la talassocrazia atlantica ,Brezinski nel 1997 nel libro “La grande scacchiera” metteva in guardia su questo scenario. Il distacco della Russia dall’Europa ,in particolare dalla Germania riunificata è avvenuto con la guerra in Ucraina e il sabotaggio del North Stream , ora con la guerra contro l’Iran l’obiettivo sembra essere quello di colpire i corridoi di connettività eurasiatica .La guerra dei corridoi di connettività rimarrà il principale fattore d’instabilità dall’Asia occidentale all’Asia centrale e non è un caso che gli Stati Uniti ed Israele abbiano bombardato diversi nodi dell’INSTC (il Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud che collega tre membri del BRICS Russia, Iran e India.) : il porto di Bandar Anzali, Isfahan, il porto di Bandar Abbas, il porto di Chabahar. Così come un tratto della ferrovia Cina-Iran, parte della BRI e finanziata dalla Cina . Il fatto che Israele stia bombardando questi obiettivi ci dice da un lato che sta sicuramente perseguendo con determinazione i suoi interessi geopolitici locali, ma se bombarda gli asset cinesi in Iran, lo fa per conto di chi conduce un gioco molto più grande per il nazionalismo sionista.
Ne parliamo con Salvatore Minolfi studioso di storia contemporanea ed autore di varie pubblicazioni .

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