Oligotech yanqui a sud del Rio Bravo. I corridoi del Sahel ridisegnati da Kidal al Golfo
giovedì 7 maggio 2026
Da un lato e dall’altro dell’Atlantico sono evidenti le intromissioni degli interessi estrattivisti del turboliberismo. In questa settimana sono “esplosi” gli audio dell’Hondurasgate che dimostrano come i metodi della Cia non siano cambiati dal Plan Condor degli anni Settanta e si ripresentino con la stessa ferocia in era trumpiana per estendere la cappa del controllo di Palantir a tutto il continente. Perciò abbiamo chiesto ad Alfredo Somoza, giornalista di origini argentine da decenni riferimento italiano nell’analisi di affari latinamericani, di aiutarci a uscire dal ginepraio di interventi degli scagnozzi fascisti che operano dalla Argentina di Milei all’Honduras di Hernandez, presidente narcos graziato dal pagliaccio della Casa Bianca per fare il lavoro sporco in combutta con il suo succedaneo Nasry Asfura.
Allo stesso tempo abbiamo chiesto ad Alessio Iocchi, ricercatore per l’Università di Palermo e operatore sul campo saheliano, di rendere comprensibile quanto è avvenuto in Mali dal 25 aprile e si va estendendo all’intera alleanza del Sahel; ne è scaturito un quadro simile a quello sudamericano di destabilizzazione attraverso alleanze sperimentate e alimentate da interessi extracontinentali, strategie che tengono conto del territorio e delle sue tensioni, delle milizie impegnate e degli eserciti in scacco, succubi o temporaneamente alleati dei padroni del territorio.
Recorrido Sur. Una cricca fascista occupa il Sudamerica per inadeguatezza della sinistra

I nuovi audio usciti grazie a “CanalRED” e a “Hondurasgate”, rilanciati da “Pagina12”, offrono uno squarcio sui modi, i piani, le strategie a monte di violenze per ribaltare sistemi democratici in Latinamerica e delle svolte iperliberaliste fascistoidi sulla base dei quali intessere un quadro globale del subcontinente. A partire da una disamina di quelle scandalose intercettazioni che delineano una sorta di Plan Condor del nuovo millennio Alfredo Somoza ci soccorre a percorrere dalla punta del Cono Sur della sua Argentina su su fino all’Honduras il trattamento riservato dall’Internazionale fascista al Patio Trasero degli yanquis.
Le parole degli audio, inequivocabili negli intenti di provocare un controllo totale e reazionario dell’intero latinamerica attraverso omicidi, brogli, strozzature economiche e violazioni di ogni libertà, si inanellano molteplici episodi senza spiegazione diversa dal Piano eversivo, dove si sommano a eventi, situazioni, scandali, omicidi inquietanti, a cominciare dai due agenti della Cia (non della Dea) trovati morti in Mexico, e proprio in Honduras sono evidenti le intrusioni statunitensi per influenzare le elezioni, per non parlare di insider trading in salsa tangueira. E seguiranno altre importanti elezioni, che la Cricca sta già preparando con violenze e ricette fallimentari: Perù, Brasile, Colombia… dopo i fascistissimi Milei e Kast già alla Casa Rosada e alla Moneda: un’unica strategia che si avvale di Palantir (Thiel si è “trasferito” in Argentina a intessere una precisa trama in un territorio amico).
A “sinistra” molte varianti e in aperta discontinuità con le sinistre che hanno perso lo slancio dell’onda degli anni di Chavez, Correa… Ancora oggi nuove sanzioni si aggiungono alla martoriata Cuba, a scopo elettorale, un sistema incapace di aggiornare le sue sicurezze energetiche e di attirare investimenti sui progetti anche intrapresi in biotecnologie e nel settore sanitario. Alfredo punta il dito contro la dirigenza cubana, perché non ha saputo cogliere le variazioni di un mondo che cominciava a cambiare per trasformarsi. E ora si trova scoperta e alla mercé degli avvoltoi trumpiani.
