
Il primo argomento della puntata è stato quello dell’annunciato sciopero nazionale dei porti del 7 maggio, per approfondirlo abbiamo avuto come ospite al telefono Francesco Staccioli, esecutivo nazionale USB.
Dai comunicati trovati in rete:
“Dai porti italiani arriva un segnale importantissimo. Da Genova a Trieste, da Ancona a Civitavecchia, Livorno e Gioia Tauro si allarga il fronte di lotta in questa fase difficile del settore portuale.
A differenza di quanto previsto per altri settori produttivi e dei trasporti, pur essendo caratterizzato da mansioni con turni h24, iperflerflesibili, esposte alle intemperie, gravate da molteplici situazioni di rischio per la salute e l’incolumità dei lavoratori e con carichi di lavoro sempre più pesanti, l’esodo anticipato nel settore portuale non è ancora stato riconosciuto a tutti.
In questo scenario riteniamo quindi che, oltre ai contributi versati dalle aziende all’interno dello specifico fondo, peraltro ancora bloccato, istituito da anni dal contratto nazionale, sia assolutamente urgente reperire anche le risorse pubbliche necessarie al fine di riconoscere immediatamente i benefici dovuti a chi svolge un lavoro usurante e quindi a tutti i dipendenti operativi delle imprese autorizzate ai sensi degli articoli 16, 17 e 18 della legge 84/94 e di tutte le aziende dei Servizi di Interesse Economico Generale (SIEG) operanti nei porti italiani. A maggior ragione dopo che nell’ultimo rinnovo contrattuale gli aumenti economici ottenuti sono stati ben al di sotto dell’inflazione reale e che l’attenzione del governo sembra rivolta a tutto tranne che all’ascolto delle legittime rivendicazioni dei portuali e dei lavoratori in generale.
I portuali italiani danno appuntamento davanti al Ministero del Lavoro il giorno 7 Maggio in occasione dello sciopero generale nazionale“

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Il secondo argomento lo abbiamo affrontato in compagnia di una lavoratrice della cooperativa CFP (ex Meridiana in appalto ad Iveco su come i/le lavorat* si stanno preparando al primo maggio 2026.
Abbiamo chiesto alla nostra ospite:
Come i lavorator* si stanno preparando al primo maggio.
di aggiornarci sulla situazione lavorativa della coop ricordando che Lei come altri suoi colleghi e colleghe, licenziati qualche anno fa con una mail dopo più di 12 anni di lavoro nel confezionamento di pezzi di ricambio e con l’azione diretta e lotta riassunti;

Buon ascolto
Il terzo argomento è stato lo sciopero nel comparto scuola del 7 maggio, contro la riforma degli istituti tecnici. Lo abbiamo approfondito in compagnia di Marco Meotto di Assemblea Scuola Torino. A seguito del diniego da parte dei rappresentanti del governo di rimandare la riforma degli istituti tecnici al tavolo ottenuto dai sindacati confederali, la FLC CGIL decide di proclamare sciopero nazionale, anche se parte del sindacalismo di base aveva già lanciato uno sciopero contro le prove invalsi per il 6 e 7 maggio. Le ragioni per essere contro a questa riforma sono molteplici, da quelle economiche a quelle contro l’instaurazione di un’istruzione statale basata sulla formazione al lavoro che esclude un vero apporto culturale. Il giorno dello sciopero è previsto anche un piccolo corteo verso l’ufficio scolastico regionale a Torino con partenza da piazza Arbarello alle ore 9.

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