Il diluvio universale… di petrolio

Scritto dasu 24 Aprile 2020

Per il petrolio non c’è più spazio. E non si intenda che ora di abbandonare il fossile come principale fonte energetica nel globo, tutt’altro. Mentre le grandi aziende dell’automobile lanciano grandi proclami sui motori elettrici, per immaginare nuovi scenari dopo il coronavirus, diventa allo stesso tempo difficile immaginare un mondo che faccia a meno del fossile fossile come ora che il costo è ai minimi storici. A terminare è infatti la disponibilità di stoccaggio nei vari siti, al punto che l’ipotesi di interrompere l’estrazione sarebbe un’ipotesi al momento neanche troppo remota.
La soglia dei 10 dollari al barile è oramai prossima, ed è importante ricordare che i costi di estrazione per ogni singolo barile permangono intorno ai 60. Non soprende che siano tante le petroliere, le più battenti bandiera a stelle e strisce, ancorate al largo dei giacimenti per mettere da parte quanto più petrolio possibile, per rimpinzare i propri magazzini.

Dal punto di vista economico la saudita Aramco, la più grande compagnia di idrocarburi al mondo con una valutazione patrimoniale da oltre 2000 miliardi di dollari, corre ai ripari, anche per non danneggiare eccessivamente il suo titolo sbarcato in borsa in tempi recenti, entrando a gamba tesa nelle quote di Eni, Equinor, Shell e Total, ovvero le più grandi compagnie petrolifere europee.

L’intervento molto informato e la sottile analisi del momento è di Enrico Duranti, militante No Triv di Crema:


Neanche questo tracollo consentirà di abbandonare il fossile?


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