Milei se va caer

Scritto dasu 15 Marzo 2024

È passato qualche mese dalla salita al governo di Javier Milei in Argentina.
Da allora, una serie di misure shock su ricetta del neoliberismo friedmaniano si sono susseguite senza dare alla popolazione il tempo di organizzarsi. Si parla di misure passate tramite il “decreto di necessità e urgenza”, un pacchetto di quasi 300 leggi. Questo comprende la svalutazione del pesos rispetto al dollaro, la cancellazione di un tetto dei prezzi a prodotti di prima necessità come il latte, nonché al prezzo degli affitti, e altre misure coerenti con l’assioma per il quale il mercato si deve autoregolare e occorre porre un freno all’intervento di Stato. In questo caso anche tramite la chiusura di ministeri e tagli ai servizi.
Ciò di cui si discute ora, e attorno a cui si organizza la mobilitazione, è la “Lei Omnibus”: vero e proprio progetto di rifondazione dello Stato argentino, che prevede una riforma profonda dello Stato tramite il fisco – sotto forma di tagli e austerity -, la delega di più potere al presidente, la privatizzazione delle aziende statali. Vi sono inoltre compresi svariati attacchi al lavoro, attraverso una revisione della quote sindacali, dei contratti, del monte ore lavorativo, e ovviamente, un taglio netto dei sussidi.
In questa situazione estremamente critica per la popolazione, spicca un movimento transfemminista, al suo interno diviso ma forte. Le varie compagini di movimento si stanno riorganizzando, ma mentre i gruppi che fanno riferimento al peronismo stanno adottando una tattica attendista, nei quartieri di Buenos Aires nascono assemblee auto-organizzate che spingono momenti di lotta al di là delle organizzazioni.

Tutto questo ce lo racconta Simo, compagno che vive a Buenos Aires, ai microfoni.


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