L’elenco telefonico degli uragani

Summer edition // Il porto arretra, la costa avanza, Royal Caribbean go home!

martedì 11 agosto 2026

Il comune di Fiumicino, situato nell’area sud-ovest di Roma, rappresenta un territorio nel quale le mega-opere hanno radici antiche e hanno condizionato fortemente lo sviluppo del paese sin dal secondo dopoguerra. La presenza del mare, di vaste aree agricole e vasti territori non urbanizzati, l’hanno reso oggetto di una serie di progetti infrastrutturali con chiare finalità speculative tra le quali: l’aeroporto intercontinentale, il più grande d’Italia per numero di passeggeri e per il quale è previsto un raddoppio non necessario, il porto commerciale, l’interporto e il porto turistico.

L’area è caratterizzata da un equilibrio idro-geologico delicatissimo: i fondali sono bassi, e i sedimenti del fiume modificano continuamente la linea di riva. Qui, su dodici chilometri di costa su cui l’erosione avanza da decenni, incombeva lo spettro di un’infrastruttura destinata a cambiare radicalmente il volto del litorale: un porto crocieristico pronto ad accogliere le navi da crociera più grandi al mondo, tra cui le navi “Oasis”, alte fino a 72 metri e capaci di trasportare oltre 6mila passeggeri.

L’accoglimento del ricorso contro il porto crocieristico di Fiumicino ha annullato il decreto con cui Ministero dell’Ambiente e Ministero della Cultura avevano dato il via libera alla svendita di un’ampia porzione di litorale romano al colosso statunitense del settore crocieristico.

Si sarebbe trattato del primo caso in Italia di una concessione a privati di 55mila mq di costa e 988mila mq di specchio acqueo. Nel 2023, il Comune di Fiumicino aveva addirittura inserito il progetto tra le opere essenziali per il Giubileo, accelerando l’iter di approvazione della Valutazione di impatto ambientale. Comitati cittadini, associazioni del litorale, collettivi, realtà e singoli, riuniti nella rete Tavoli Del Porto, si sono organizzati, hanno studiato le carte, e hanno presentato osservazioni critiche al ministero dell’Ambiente. Nel novembre 2025, però, la Valutazione viene definitivamente approvata. A gennaio 2026, allora, viene presentato il ricorso al TAR, che, qualche settimana fa, ha dato ragione ai Tavoli del Porto, e a chi lotta in difesa della costa, dei Bilancioni, della salute.

Il progetto, da 600 milioni di euro, prevedeva un porto turistico con circa 1.200 posti barca, una parte destinata a superyacht, megayacht e gigayacht, un terminal per una nave da crociera, un hotel, aree commerciali, servizi per i diportisti e cantieri nautici.

Erano previsti anche un hotel da 200 posti, 50 mini appartamenti e la riconversione dei bilancioni in strutture ricreative e di ristorazione.

Pochi mesi dopo il sequestro dell’area di cantiere, nell’aprile 2013, per costruire un’opposizione fisica all’oppressione che le speculazioni edilizie rappresentano per Fiumicino, uno dei Bilancioni, una struttura caratteristica di questa zona, una palafitta costruita sul mare, storicamente adibita alla pesca, è stato occupato. L’occupazione del Bilancione, che è nata dall’esigenza di riappropriazione fisica di uno spazio che era stato sottratto in nome del profitto, ha dato l’impulso alla nascita del Collettivo NO Porto.

Negli anni, con iniziative continue, e grazie allo studio, all’impegno, alla costanza delle persone che vi si organizzano, il porto di Fiumicino non è stato più soltanto un porto: è diventato il simbolo della resistenza a un modello imposto dall’alto di presunto sviluppo. Royal Caribbean non rappresenta solo il turismo, ma un’idea di territorio snaturato e non sostenibile fatto di coste privatizzate, economia estrattiva, concentrazione della ricchezza e desertificazione ambientale e sociale. Per non parlare dei suoi legami con Israele, con il mondo di Epstein e con l’economia di guerra sponsorizzata dal gruppo israeliano Ofer.

Ascolta l’approfondimento con un compagno di Scienza Radicata, rete di scienziatə e attivistə per la giustizia climatica che si occupa di monitoraggio, rigenerazione, formazione ambientale e scienza partecipata, che ci dà aggiornamenti sulla lotta contro la costruzione del porto crocieristico a Fiumicino.

Sul finale, l’ennesima morte sul lavoro, di caldo, di un ragazzo che raccoglieva pomodori nella Pianura padana.

Citati nella puntata:

Scienza radicata – Pagina ig

Il Bilancione occupato – L’Almanacco de La Terra Tremapagina fb

Porto di Fiumicino: il TAR smaschera il trucco di Royal Caribbean – Dinamopress

Chi semina porti raccoglie tempeste: il progetto crocieristico a Fiumicino – Valori

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