I Bastioni di Orione

Il Corno d’Africa conteso. Hype in preparazione dell’avvento del mondo AI

giovedì 18 giugno 2026

Proxy War in preparazione in Africa orientale


Nel corno d’Africa si accumulano le tensioni dovute alla contesa per il controllo di un’area strategica fondamentale per le rotte commerciali e ricca di materie prime .Le crisi che si susseguono sfociano in conflitti sanguinosi che travolgono milioni di persone come in Sudan ,o in guerre fratricide come è avvenuto in Etiopia .Proprio dalle elezioni in Etiopia partiamo con Matteo Palamidesse giornalista ,impegnato nel corno d’Africa dal 2004 ,curatore di HoA sulla piattaforma substack ,che cura informazioni su Etiopia, Eritrea, Sudan e Somalia. In Etiopia si è votato il primo di giugno ma in molte circoscrizioni elettorali non si è potuto votare a causa di problemi di sicurezza. Nonostante gli accordi di Pretoria che hanno formalmente fermato i combattimenti , nel Tigray ,in Oromia ed in altre zone continuano gli scontri e le tensioni con le truppe federali e guerriglieri . Numerosi esponenti dell’opposizione hanno denunciato un crescente restringimento degli spazi politici, con arresti ed intimidazioni, si percepisce una grande disillusione rispetto all’esito scontato e alle possibilità del Prosperity Party del presidente Ahmed di cambiare la situazione sociale e politica. Ahmed era stato visto come un elemento di cambiamento poiché non apparteneva ai vertici del partito tigrino che aveva governato fino ad allora, ha aperto alle relazioni con l’Eritrea, rivale storico ,ha messo in moto l’economia con tassi di crescita rilevanti . Ma lo scoppio della guerra con il TPLF (Fronte Popolare di Liberazione del Tigray ) tigrino , nel novembre 2020 con oltre 600.000 morti e immani devastazioni sopratutto nel Tigray ,la torsione autoritaria del regime, la politica accentratricedi Ahmed che metteva in discussione l’impianto federale dello stato etiopico , hanno spento le speranze di cambiamento. Le pressioni etiopi per l’accesso allo sbocco al mare e le conseguenze della costruzione della diga del Gerd hanno messo sull’avviso Eritrea ed Egitto innestando tensioni ai confini con l’Eritrea. Alle rinnovate tensioni tra Eritrea ed Etiopia si aggiunge il precipitare della situazione in Somalia dove a causa delle divergenze tra il presidente uscente Hassan Sheikh Mohamud e l’opposizione, Mogadiscio è stata teatro di scontri armati fra le varie milizie. Il presidente somalo ha cercato d’introdurre una riforma che consentisse il voto diretto per le elezioni dei legislatori , mentre ora votano i rappresentanti dei clan ,e al contempo ha prolungato il suo mandato già scaduto di un anno .Questa manovra è stata interpretata dalle opposizioni come un tentativo di rimanere aggrappato al potere ,scatenando gli scontri tra le milizie fedeli al presidente e quelle del primo ministro, tutto questo in un paese lacerato dall’insorgenza degli Al Shabaab ,legati ad Al Qaeda ,che controllano ampie porzioni del territorio nel sud del paese e dalle pulsioni indipendentiste del Somaliland, incoraggiate dal governo israeliano . In Sudan continua senza fine la guerra con l’uso spregiudicato di droni ed armi pesanti , le Forze di Supporto Rapido si stanno ammassando intorno a El Obeid, intensificando gli attacchi di droni e i bombardamenti di artiglieria . Una eventuale offensiva porterebbe ad ulteriori crimini contro la popolazione civile già assediata. El Obeid è la capitale dello stato del Nord Kordofan in Sudan, e i suoi abitanti già hanno subito un assedio seguito a massacri indiscriminati 18 mesi fa ,il tutto nel silenzio assordante del resto del mondo che si disinteressa della sorte dei civili mentre continuano, a dispetto dei vari embarghi solo sulla carta, le vendite di armi ad entrambi i contendenti.


Rischi esponenziali dalla espansione dell’AI, o normale sviluppo di un nuovo mondo generativo


Rischi esponenziali dalla espansione dell’AI e la repentina diffusione di Data Center?  

L’imposizione dell’amministrazione americana rivolta esclusivamente ad Anthropic di fornire i servizi di Claude Fable 5 a qualsiasi entità non statunitense ci ha dato lo spunto per interpellare Andrea Daniele Signorelli, giornalista freelance di innovazione digitale, e così approfondire i rapporti tra Intelligenza Artificiale Generativa, politica e trasformazione sociale espressa dall’attuale evoluzione tecnologica del capitalismo.
Il dubbio era che il diktat potesse essere una ritorsione, vedendo come destinatario solo il prodotto di Anthropic che si è presentato in una posizione dialettica nei confronti di Trump, o non piuttosto un riconoscimento che almeno per applicazioni sensibili – come Mythos (modello linguistico dedicato alla cybersecurity e appartenente alla famiglia di Claude) – sia il prodotto più sofisticato nell’ambito della Intelligenza artificiale e quindi vadano evitate le opportunità per le potenze rivali di appropriarsi dei segreti degli algoritmi che regolano Claude, ovvero le falle nel mirino di Mythos. In particolare si teme la vulnerabilità dei sistemi dovuto al jailbreaking, che Andrea ci spiega nel particolare.

Lontana la sostituzione dell’umano con l’artificiale?
Curiosamente abbiamo parlato di questo chatbot nel giorno di panico dei fruitori aziendali per il Claude Down che ha scaricato migliaia di richieste di spiegazioni dell’impasse. E questo propone un altro dubbio sulla possibilità che proprio il gigantismo di ogni minimo effetto provenga da un processo derivante dall’applicazione di AI possa inceppare il meccanismo per le sue dimensioni; proprio come l’assorbimento di energia e il bisogno di raffreddamento per immagazzinare i dati indispensabili all’elaborazione possano essere all’origine di un crackdown del mondo “virtuale” regolato dall’AI.  
Nonostante gli impedimenti giustapposti dalle strategie (?) di Trump e i sospetti di bolle economico-finanziarie (SpaceX!? – anche questa è stata una felice coincidenza: abbiamo intrattenuto questa chiacchierata con Andrea il giorno in cui il titolo di Musk ha perso 600 miliardi a causa del coding di Cursor, acquisito per 60 miliardi in azioni), ricerca e innovazione tecnologica statunitense hanno ancora capacità maggiori di sviluppo tecnologico-spaziale rispetto alla Cina, i cui prodotti sono comunque competitivi (o forse ci sono alle spalle scelte strategiche diverse, avendo un vantaggio sui robot Unitree?); mentre l’Europa non ha stanziato investimenti e quindi possiede capacità e conoscenze tecnologiche senza poterle trasformare in prodotti da immettere sul mercato. Cominciano a esserci prese di posizione (in particolare dalla Francia) per contrastare la penetrazione (e il controllo) di aziende come Palantir.  

Altro da I Bastioni di Orione