RITORNARE ALLO SCIOPERO

Scritto dasu 17 Novembre 2023

Lo sciopero generale di venerdì 17 dicembre è stato parzialmente revocato a seguito delle minacce di precettazione che Salvini ha mosso, con il beneplacito della Commissione di garanzia, a  CGIL e UIL. Con il pretesto che la mobilitazione fosse intersettoriale, anziché generale e che non fosse concentrata su un solo giorno, il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti ha di fatto limitato a quattro ore l’astensione dal lavoro di macchinisti, autisti e altri Dipendenti che permettono a bus, tram, metropolitane e treni di viaggiare. Landini e Bombardieri hanno accettato il ricatto del governo, per non incorrere nelle pesantissime sanzioni amministrative che sarebbero arrivate a sindacati e lavoratori.

Ma gli strumenti di cui il governo dispone per invalidare il diritto di sciopero sono gli stessi che, all’epoca dell’emanazione della famigerata legge 146, furono ben accolti dai sindacati confederali per porre un freno agli scioperi selvaggi indetti dai sindacati di base.

Questa legge del 1990, voluta da Andreotti, è stata la reazione padronale-governativa alla cascata di scioperi che i macchinisti organizzavano negli anni ’80 e ’90 e istituisce la Commissione di garanzia, vera a propria “Commissione antisciopero”, che negli anni ha burocratizzato in maniera esasperata le procedure, attraverso la produzione di migliaia di provvedimenti restrittivi. Questo processo ha creato uno strumento perfetto per la politica reazionaria del governo, ulteriormente consolidata dall’abolizione dell’articolo 18.

Ne parliamo con Dante de Angelis, macchinista ferroviere, esperto di sicurezza e attivista sindacale:

 

 

Dell’utilizzo di questa legge nell’attuale linea di governo e le reazioni dei confederali, ne abbiamo parlato con Roberto Ciccarelli, filosofo e giornalista:

 

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