HARRAGA

Resistenze, evasioni e riflessioni dai centri di detenzione in Bulgaria e in Grecia.

venerdì 2 ottobre 2026

In questo episodio di Harraga, due compagne del collettivo Rotte Balcaniche ci hanno restituito aggiornamenti dal centro di screening/detenzione di Pastrogor, dove le proteste scoppiate quest’estate sono continuate con scioperi della fame, tentativi di suicidio e sempre più forte repressione della solidarietà da parte delle forze dell’ordine bulgare.
I tentativi di isolare le persone detenute dallx solidali si è concretizzato in un divieto arbitrario di colloqui, reclusi messi in isolamento e solidali arrestatx e processatx.
Se la repressione non fa altro che ribadire l’importanza dello stringere legami di solidarietà tra il dentro e il fuori, questi aggiornamenti ci hanno dato l’opportunità di riflettere sugli sviluppi dell’applicazione del nuovo Patto Europeo alle frontiere e nei centri aperti e chiusi. Dall’altra parte della frontiera, in Grecia, anche i campi di Synthiki e Fylakio hanno visto rivolte ed evasioni. Se vengono annunciati progetti di aprire nuovi centri di screening e di detenzione, in Bulgaria come in Italia, i respingimenti alle frontiere e in mare restano il principale strumento di controllo sulle persone in movimento, causando traversate e viaggi sempre più lunghi e pericolosi. I rimpatri volontari vengono imposti con la forza, per deportare più facilmente chi riesce ad entrare, con l’ausilio di organizzazioni internazionali e umanitarie quali l’OIM. I centri di screening e di accoglienza prendono le sembianze di centri di detenzione e determinano, de facto, la reclusione continua dall’ingresso in Europa alla deportazione.

In questo quadro di criminalizzazione preventiva, intorno ai giovani uomini viene costruita la figura del nemico, esterno e interno: a farne le spese sono soprattutto i minorenni che vengono sempre meno tutelati e sempre più detenuti insieme agli adulti, qui come a Ceuta.

Freedom – حرية – свобода!

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