Comunità Mapuche in Cile: cosa cambia con il governo Kast?

venerdì 17 aprile 2026

Dal dicembre 2025 si è insediato in Cile il governo di José Antonio Kast, espressione dell’estrema destra. Fin dalle prime ore del suo mandato, il governo ha adottato una linea dura: rafforzamento della presenza militare alle frontiere, smantellamento di diverse misure di protezione ambientale — dalla creazione di parchi nazionali alle normative su clima, emissioni e qualità dell’aria e dell’acqua — e nuovi accordi internazionali per lo sfruttamento di risorse strategiche come litio e rame. In questo contesto si inserisce anche la soppressione dell’Unità dei Popoli Indigeni del Ministero dei Beni Nazionali, parte di una più ampia riorganizzazione istituzionale.

Per provare a delineare un quadro della situazione delle comunità indigene in questo periodo, siamo messe in contatto con Max Reuca werken (portavoce) della comunità mapuche Juan Ignacio Reuca di Puren, Araucania, Chile.

In questa prima parte dell’approfondimento, gli abbiamo chiesto com’è la situazione per le comunità indigene, in particolare per il popolo Mapuche, all’inizio del governo di José Antonio Kast: tra l’eliminazione di diritti e concessioni ottenute nel governo precedente, sia in tema di protezione ambientale sia di diritti umani e di proprietà delle comunità Mapuche (oltre che del popolo cileno nel suo complesso). Tra repressione militare e burocratica, emerge anche quella che potrebbe essere una nuova stagione di mobilitazioni e lotta.

Nella seconda parte, ci concentreremo sul tema degli incendi, sulle responsabilità dei grandi latifondisti e sulla criminalizzazione dei popoli indigeni.

Entrevista completa en español:

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