
SUDAN: TRE ANNI DI GUERRA
mercoledì 22 aprile 2026
Torniamo ad analizzare la situazione attuale in Sudan. La guerra, iniziata il 15 aprile 2023, ha già prodotto milioni di sfollati e una crisi umanitaria diffusa, con gravi carenze di cibo, acqua e assistenza sanitaria, in un contesto di progressivo collasso delle infrastrutture civili.
Il conflitto affonda le sue radici nel fallimento della transizione politica seguita alla caduta di Omar al-Bashir, ma si alimenta anche di interessi economici e strategici molto concreti. Tra questi, il controllo delle risorse naturali — in particolare l’oro e la gomma arabica, di cui il Sudan è uno dei principali produttori mondiali — e il dominio su territori chiave lungo le rotte commerciali che collegano il Nord Africa al Mar Rosso e ai paesi del Golfo.
In questo scenario, le Forze di Supporto Rapido sono state accusate da diverse organizzazioni internazionali di gravi violazioni dei diritti umani, fino ad atti qualificabili come genocidio, soprattutto nella regione del Darfur. Il conflitto vede quindi non solo uno scontro per il potere interno, ma anche una competizione per il controllo di snodi economici e geopolitici cruciali. Il Sudan rappresenta infatti una vera e propria cerniera tra Africa subsahariana, Nord Africa, Mar Rosso e area del Golfo.
A livello internazionale, il conflitto è influenzato da una pluralità di attori. Paesi come gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita hanno un ruolo rilevante, così come attori europei quali Italia e Germania.
Nonostante diversi sforzi diplomatici, non esiste al momento un processo negoziale stabile. I cessate il fuoco sono stati temporanei e spesso violati, mentre la frammentazione del potere sul territorio rende estremamente complessa la costruzione di un accordo duraturo. In questo contesto si inseriscono iniziative multilaterali come il cosiddetto “Quad” e il “Quintet”, che riuniscono paesi coinvolti nella mediazione ma che, allo stesso tempo, riflettono interessi spesso divergenti rispetto agli equilibri regionali e alle risorse in gioco.
Ne parliamo con Annaflavia Merluzzi, giornalista freelance che si occupa di Africa e Medio Oriente:









