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Bi Gan, Resurrection – Kuángyě shídài 狂野时代 #14

giovedì 7 maggio 2026

L’era della landa desolata

Questa la traduzione del titolo cinese. E la waste land eliotiana è tutto ciò che sta fuori del cinema e della sua ricostruzione: infatti il paesaggio tarkovskiano da Stalker fa da sfondo ogni volta che capitano i passaggi in cui il Cacciatore restituisce nuova linfa al Delirante, una volta consumata fino alla fine una vita spesa in alcuni minuti trascorsi oniricamente in un genere filmico, catapultandolo in un nuovo set attraverso didascalie desunte dal muto che nel film di Bi Gan occupa l’intero inizio come per specificare qual è il riferimento e la radice da cui crescono questi sogni da fumeria d’oppio (come era all’inizio di Once Upon a Time in America, con De Niro riscosso dagli squilli del telefono da un tempo cinematografico indefinito), e fa da esplicito omaggio nel finale con l’epilogo in cui (un ombrello di) Nosferatu e (una macchina da cucire di) Monica e il Desiderio si incontrano sulle tavole – non operatorie – di una chiatta desunta dall’Atalante di Jean Vigo.

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