AVESTA E LE ALTRE – LA PERLA DI LABUAN 18/10/2019

Riccardo

“Avesta passa molto tempo con le sue compagne, ha bisogno di conoscerle a fondo quando si sta in squadra insieme.” Avesta é il nome di battaglia di Filiz Harun, comandante di una squadra combattente femminile del PKK (il partito comunista curdo). Marco Rovelli legge una sua intervista su “Policy Foreign”, poco dopo apprende della sua morte in battaglia e decide di ricostruire la sua storia. Allora va in Kurdistan e interpella molte delle persone che l’hanno conosciuta. Il risultato é la no fiction novel “La guerriera dagli occhi verdi”.  Filiz nasce  nel 1982 in un villaggio del Kurdistan turco ed è la più piccola di 11 fratelli e sorelle. Non capisce perché sia vietato parlare curdo. Il suo fratello preferito Tekin va a Van a studiare, Filiz lo segue e comincia a frequentare le riunioni degli studenti dove apprende concetti per lei nuovi. “Dobbiamo cambiare i nostri rapporti maschilisti e patriarcali, se vogliamo essere riconosciuti come popolo.”  Fino al giorno in cui Tekin viene arrestato e brutalmente assassinato, e Filiz diventa Avesta. Sveglia alle cinque di mattina, ci si lava nell’acqua fredda e si parte per un’ora di corsa. Poi coloro che non sono di turno per la guardia o la cucina siedono in cerchio per l'”auto-educazione” con l’aiuto dei libri che custodiscono gelosamente. “Un paese non può essere libero se le donne non sono libere. La schiavitù della donna é la base di tutte le altre schiavitù.” Infine l’ultima battaglia contro i barbuti di Daesh che vogliono riportare indietro la storia di molti secoli. Adesso Avesta riposa sotto una lastra di pietra bianca con sopra il suo nome e una stella rossa, sulla montagna del Qandil. Buon ascolto.

Altri libri di Marco Rovelli:

“I lager italiani – I centri di permanenza temporanea. Da Lampedusa a Milano, la storia dei clandestini reclusi senza colpa. Disperazione, solitudine, diritti violati. Com’é possibile? La sconfitta di una paese civile.” BUR 2006:

“Lavorare uccide – Perdere la vita sul lavoro in Italia accade troppo spesso. Un viaggio alla scoperta delle vite nascoste dietro le cosidette morti bianche. Per sconfiggere il silenzio e l’indifferenza che le circonda.” BUR 2008.




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