Cura Italia: cosa succede a detenuti e semiliberi alle Vallette?

radionotav

Il decreto Cura Italia contiene delle norme che dovrebbero velocizzare l’uscita di detenuti e semiliberi aventi diritto

Luca e Nicoletta, no tav detenuti alle Vallette, sono ora rispettivamente in licenza fino all’8 aprile e agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni.

Misure e cambiamenti sono in parte dovute alle norme inserite nel decreto Cura Italia. Vediamole più nello specifico.

Detenuti

Abbiamo chiesto a Elisabetta, che per lavoro si occupa di tribunali e carceri, di spiegarci la normativa.

Partendo dal fatto che il decreto non ha stanziato risorse per l’attuazione dei provvedimenti riguardanti il carcere, tre sono i paletti indicati:

  • la disponibilità di domicilio idoneo, che la polizia penitenziaria deve approvare
  • il numero di braccialetti elettronici già stanziati per quest’anno, resi obbligatori per pene residue superiori ai sei mesi
  • un numero di mesi residui da scontare inferiore ai 18 mesi

Le possibilità di “uscire” sono bene o male simili a quelle previste dalla 199/2010 (svuotacarceri Alfano), la differenza dovrebbe essere una maggiore velocità, che però sembra rimanere sulla carta.

Dunque il dispositivo sembra più che altro destinato a tener buoni i detenuti e scongiurare nuove rivolte.

Semiliberi

Differente la situazione dei semiliberi e degli articolo 21, di cui parliamo con Luca Abbà. Il decreto ha previsto per i semiliberi la possibilità di licenza (cioè di non rientrare in carcere la sera) nei casi più fortunati fino al 30 maggio, a dipendenza del magistrato di sorveglianza che valuta caso per caso. Per gli articoli 21 sono stati spostati dalle sezioni interne alla palazzina dei semiliberi.

Uno dei piani è stato messo in quarantena a causa di un contagio.

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