EROS IN LETTERATURA – LA PERLA DI LABUAN 25/1/2019

Riccardo

“Fottiamoci, vita mia, fottiamoci presto/poichè tutti per fotter nati siamo/e e se tu il cazzo adori, io la potta amo/e sarìa il mondo un cazzo senza questo” poetava Pietro Aretino nel 1531. Questa e altre opere analoghe finirono nell’Indice dei Libri Proibiti, in compagnia degli eretici e dei pagani. La storia dell’eros in letteratura si intreccia con quella del costume e della sensibilità collettiva, da “La scuola delle giovinette” (1655) a “L’Accademia delle Signore” (1659) a “Memorie di una donna di piacere” (1749) il romanzo erotico più letto di tutti i tempi. A metà dell’800 il termine pornografia entra nell’uso comune in Gran Bretagna, diffondendosi nel resto del mondo. Nel 1928 David Herbert Lawrence scrive “L’amante di Lady Chatterley” che desta scandalo sia per le scene di sesso esplicito e dettagliato che perchè la protagonista è una signora rispettabile che intrattiene una relazione con un rappresentante dei ceti bassi, e potrà essere pubblicato in Gran Bretagna solo nel 1960. “Ella si distese, poi sentì la mano dolce, brancolante, toccarle il corpo, cercarle il viso.” Arriviamo ai cinema a luci rosse, alle videocassette, ai sexy-shop, al sesso via internet e al “porn for women”. Al di là del Mediterraneo troviamo “La mandorla” la cui protagonista narrante Badra di 17 anni racconta la sua educazione sessuale e sentimentale. “Il desiderio mi squassa la testa come un’esplosione. Temevo di procurarmi dolore ed ecco che la mia figa gode, pronta all’azione.” L’autrice si nasconde sotto uno pseudonimo, ha una quarantina d’anni e vive in una paese del Maghreb. “Alzo queste parole, come si alza un bicchiere, alla salute delle donne arabe, per le quali riconquistare la parola confiscata sui loro corpi significa essere a metà strada del percorso risanatore dai propri uomini.” Grazie a Mario Spesso per la regia e a Teresina che ha prestato la sua voce a Badra. Buon ascolto.




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