IO ROBOT – LA PERLA DI LABUAN 29/5/2020

Riccardo




Finalmente l’uomo ha costruito il suo simile. Ma i robot si scontrano con la “sindrome di Frankenstein” la paura della creatura che si ribella al creatore. Allora il governo impone le tre leggi della robotica: 1) un robot non può mai fare del male a un umano; 2) un robot deve sempre obbedire a un umano, se non interferisce con la prima legge; 3) un robot deve proteggere se stesso, se non interferisce con la prima e la seconda legge. Ma le tre leggi provocano paradossi imprevisti e su essi Isaac Asimov ha costruito tanti racconti, con finale a sorpresa ironico o angoscioso. Asimov é nato nel 1920 nella Russia in piena guerra civile, nel 1923 fu portato negli Stati Uniti, poi studiò alla Columbia University, divenne uno dei principali scrittori di fantascienza e i robot rimasero i suoi fedeli amici fino alla sua morte del 1992. In “L’evidenza” del 1946 Stephen Byerly, avvocato e candidato sindaco, potrebbe essere un robot ma é molto difficile accertarlo. In “Consolazione garantita” del 1951 Claire accetta riluttante di ospitare in casa il robot Tony, troppo bello e servizievole. In “Il correttore di bozze” del 1957 il robot Easy non si limita a eliminare i refusi ma modifica i concetti e cambia completamente il senso del libro che esamina. Anche un robot può andare in crisi, in questo caso finisce sul lettino della dottoressa Susan Calvin, specializzata in robopsicologia. “Aveva l’espressione fredda e distante di chi ha lavorato tanto a lungo con le macchine che un po’ del loro acciaio gli é penetrato nel sangue.” Asimov scrisse anche testi di divulgazione come “Catastrofi a scelta” su come il genere umano potrebbe finire, “In principio” sulle basi scientifiche della Bibbia, “Le civiltà extraterrestri” su chi potremmo incontrare su altri pianeti, e molti altri. Buon ascolto.




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