L’OMBRA DELLO SCORPIONE – LA PERLA DI LABUAN 13/3/2020

Riccardo

“Dottore, ho una strana sensazione di vacillare e barcollare. Mi dica, cosa può essere? Forse una nuova malattia?” Nel 1978 Stephen King scrive “L’ombra dello scorpione” di 680 pagine, lo ambienta nel 1980 (quindi nel futuro) e immagina che da un laboratorio militare sfugga un virus dall’altissima contagiosità e mortalità. Il nome ufficiale é Progetto Azzurro, ma la gente terrorizzata lo chiama Captain Trips. Nel giro di pochi giorni il 99 per cento della popolazione viene sterminato e ogni autorità e legge si dissolve. Dopo di che l’autore ci accompagna nelle vite e nelle teste dei sopravvissuti, uomini e donne diversi per età, ceto sociale, carattere e cultura, alle prese con la necessità di cambiare completamente le proprie abitudini. Frannie: “Grazie, uomini, per avere inventato la ferrovia e l’automobile e ammazzato i pellirosse. Ora vorrei avere il diritto di decidere liberamente della mia vita e del mio destino!” Larry: “I Figli dei Fiori! Facciamo pulizia con McCarthy! Andy Warhol con i suoi occhiali rosa! Diana Ross che risveglia la coscienza di ogni giovane bianco! Gli Airplane! I Who! Ridateci i meravigliosi anni 60!” Nadine: “Sono la classica maestra zitellona, più giovane di quanto sembro ma più vecchia di quanto mi sento.” Nel 1990 Stephen King offre alle stampe una nuova edizione con 400 pagine in più (forse non indispensabili) che erano state tagliate nella prima edizione. Nel 1994 viene realizzata una mini-serie TV e oggi si discute di un possibile film. Il finale é scoraggiante. “Stuart la guardò negli occhi: Frannie, pensi che la gente impari mai qualcosa? – Lei mosse le labbra, esitò, poi rispose: Non lo so.” Buon ascolto.




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