L’ORRORE SENZA VOLTO – LA PERLA DI LABUAN 19/3/2021

Riccardo

“L’aria era gonfia di tuoni la sera in cui mi recai sul Monte delle Tempeste. Io solo so quale sorta di terrore si celi in agguato in quel monte spettrale e desolato”. E’ l’incipit di “La morte in agguato” scritto da  Howard Philips Lovecraft nel 1922. All’inizio sembra rientrare nel filone delle case infestate, ma poi va oltre. L’autore nacque nel 1890 a Providence, nel New England che fu lo sfondo della maggior parte della sua narrativa. Era un bambino introverso, taciturno e ipersensibile, e tale restò sempre. Nel 1924 sposò Sonia Davis, da cui si separò nel 1925. Le sua amicizie (sia femminili che maschili) furono soprattutto epistolari. Trovò la sua strada nella scrittura e divenne una presenza costante della rivista Weird Tales. Nel suo stile prevalgono le psicologie e le atmosfere “era talmente orribile che non si può descrivere –  impazzì dal terrore e non poté raccontare ciò che aveva visto – un abominio che solo i pazzi possono concepire” lasciando spazio all’immaginazione del lettore. Il protagonista narrante di “La morte in agguato” vuole risolvere il mistero del maniero dove da secoli viveva la famiglia dei Martense, che sembrano scomparsi da un giorno all’altro. La scoperta é sconvolgente. “Se il cielo é misericordioso, un giorno vorrà cancellare dalla mia memoria ciò che vidi e mi lascerà vivere in pace gli ultimi anni che mi restano.” Lovecraft creò il più famoso degli psudobiblia, il libro di magia “Necronomicon” di cui inventò anche una dettagliata biografia dell’inesistente autore arabo, i traduttori europei e le biblioteche che ne posseggono una copia. Alcuni suoi racconti furono fonte d’ispirazione per l’artista del fumetto Dino Battaglia. Lovecraft morì di cancro nel 1937 a soli 46 anni. Buon ascolto.

Film tratto da “La paura in agguato”:

“Hemogoblin – Creature dell’inferno” 1997 regia di Peter Svatek con Rutger Hauer.




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