Macerie su Macerie – 4 luglio 2018. I pugni sul tavolo, i piedi nelle strade

Sono passati pochissimi giorni dalla prima seduta del tavolo di concertazione voluto dal ministro Di Maio tra piattaforme del food delivery, sindacati confederali e “rappresentanti” dei rider in lotta per trovare una legge che metta d’accordo tutti, palesemente votata al ribasso.

L’assemblea di lavoratori e lavoratrici in lotta di Torino ha ribadito nelle strade con la manifestazione del 29 giugno la propria indisponibilità a trattare condizioni al di sotto del contratto di subordinazione, palesando non solo un certo scetticismo nei confronti della trattativa di Roma ma ribadendo che il tempo dell’attesa e delle promesse è finito.

Nel frattempo aziende e Stato continuano la loro guerra contro gli sfruttati in bicicletta: a Milano quattro rider Deliveroo sono stati “disattivati” dall’applicazione di lavoro senza alcuna spiegazione, nonostante si siano recati in gruppo negli uffici centrali per avere risposte; nel frattempo, sempre nel capoluogo lombardo, il tribunale ha cassato ancora una volta un ricorso di un ciclofattorino dipendente di Foodhino, branca di Glovo, che aveva chiesto di riconoscergli il rapporto di lavoro subordinato e indeterminato.

Dell’importanza e centralità della lotta, di come porsi nei confronti del tavolo di trattativa voluto da Di Maio, della forma organizzativa e assembleare dei rider torinesi, ne abbiamo parlato con Giancarlo.

PARTE 1

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