QUANDO NON FACEMMO LA RIVOLUZIONE – LA PERLA DI LABUAN 3/7/2020

Riccardo

“Ci si arrangia, si vivacchia, un po’ di spazio nelle pieghe, lavoretti in nero, ma chi me lo fa fare, sparare, fanno bene, un buon rapporto, sia chiaro che non siamo coppia, macrobiotica tanto per cambiare, ma compagni!” Negli anni 70 migliaia di uomini e donne fanno riunioni un giorno sì e un giorno no, si alzano prima dell’alba per distribuire i volantini, hanno le case piene di riviste e opuscoli, frequentano le librerie militanti e le sedi dei gruppi e non si perdono un corteo o uno spettacolo di Dario Fo. Grandi entusiasmi e grandi delusioni. Proviamo a rivivere quei giorni attraverso le voci dei protagonisti, non tutte sono andate perdute, se si cerca si trova. Per molti l’ingresso in fabbrica e l’incontro con la lotta di classe sono tutt’uno. “Quando ho visto la prima assemblea mi si sono rizzati i capelli in testa, era un vero puttanaio, urlavano tutti. Poi é andata un po’ meglio.” Studenti e operai lottano insieme, ma non sempre tutto fila liscio. “Quelli citavano Marx, Lenin, Mao, i torinesi Panzieri e Gobetti. Noi operai a volte ci sentivamo tagliati fuori. Un giorno ci fu una discussione, io e altri operai ci alzammo: ‘Non stiamo capendo niente! – dissi – Se non la piantate, ce ne andiamo!” Tante giovani donne entrano nelle organizzazioni rivoluzionarie per sfuggire alla condizione di angeli del focolare delle loro madri e nonne, ma scoprono di essere solo diventate angeli del ciclostile. “Eravamo tantissime, ma la mentalità all’interno di Lotta Continua era la stessa di fuori. Gli uomini non avevano nulla contro il fatto che facessimo politica. Il problema era dirgli: Adesso ti alzi tu a sparecchiare la tavola.” Una parte del movimento punta sul governo delle sinistre come anticamera della rivoluzione, ma il 20 giugno 1976 arriva la doccia fredda. “Tanta fatica solo per portare Mimmo Pinto in parlamento! Dopo di noi ci sono solo i liberali e i radicali! Un bel risultato per il partito! Uno sul tram mi ha detto: Cosa vi aspettavate? Vi è andata bene! Silenzio, pausa, che sdentata, ragazzi!” Molti decidono di fare il “salto di qualità”, le opinioni sono diverse e il dibattito é vivace. “Noi vediamo le squadracce fasciste che mettono il terrore nella popolazione, e il fatto che le Brigate Rosse rispondono secondo me non é male”. Scuole quadro, bottiglie molotov e pipette, circoli del proletariato giovanile, radio militanti, carri armati in piazza, indiani metropolitani. Giorni che valgono anni. Ma quando si é davvero sciolta Lotta Continua? Buon ascolto.




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