SUPER-EROI CON SUPER-DUBBI – LA PERLA DI LABUAN 4/9/2020

Riccardo

La grande novità degli anni 60 sono i supereroi con super-problemi, che però restano all’interno dell’ideologia dominante americana. L’Uomo Ragno considera i manifestanti “figli di papà che non hanno voglia di lavorare.” I Fantastici 4 collaborano alla corsa allo spazio “per evitare che i russi ci battano.” Sono tutti anglosassoni protestanti, unica eccezione Devil che è irlandese e cattolico, il supereroe africano Pantera Nera ha poco successo. Ma poi arrivano il Vietnam, il Watergate e la contestazione, e la distinzione tra buoni e cattivi diventa sempre più difficile, la morale dei supereroi sempre più ambigua e discutibile, non tutti la pensano allo stesso modo. Lo ammette lo stesso Wolverine: “Sono il migliore in quello che faccio, ma quello che faccio non è bello.” Nel 1987 Frank Miller crea Elektra, un’assassina a pagamento tormentata da incubi e allucinazioni che però ama Devil, amore che le costa la vita. La sceneggiatrice Ann Nocenti (vicina alla sinistra radicale americana) nel 1988 introduce nel gruppo degli X Men Colossus, un russo che spiega le ragioni del suo paese, e nel 1999 fa condannare da Capitan America l’invasione di Panama. Poi ci sono le Torri Gemelle, e i conflitti che lacerano la società americana non risparmiano i supereroi. Mark Millar (ex sindacalista) fa diventare Thor un attivista norvegese no-global che attacca i poliziotti italiani che hanno preso a manganellate una manifestazione a Roma. “Tornate dai vostri padroni e ditegli che il figlio di Odino non è interessato a lavorare per un’industria militare che progetta guerre e uccide innocenti!” Dalla parte del governo USA resta la Vedova Nera: “Sai cosa odio di voi? Avete sempre avuto tutto e adesso sputate nel piatto dove mangiate! Chi credete che finanzi i vostri assegni di disoccupazione?” E Thor ribatte: “Vuole dire che potevate permettervelo!” Buon ascolto.



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