Anarres del 22 dicembre. Rojava, tra luci ed ombre. Brand Feminism. Il gioco dell’oca in Catalogna. Benetton e la repressione della resistenza mapuche

Abbiamo fatto un nuovo viaggio su Anarres, il pianeta delle utopie concrete.
Sui 105,250 delle libere frequenze di Blackout.
Dalle 11 alle 13. Anche in streaming

Ascolta il podcast:

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in questa puntata:

Rojava. Uno sguardo libertario. Il punto di vista di Pinar Selek, femminista, antimilitarista e ecologista, esule in Francia da diversi anni. Vi proponiamo l’intervista uscita sull’ultimo numero di A rivista.

 

Brand Feminism. Cosa c’è dietro Freeda

 

Questa mattina ci ha lasciati Paola Mazzaroli, una compagna triestina, che da oltre quarant’anni ha partecipato alle lotte nella sua città, ma non solo.
Anarchica, femminista, ecologista è stata ricordata, prima della diretta sulla Catalogna, da Claudio Venza, che con lei ha condiviso l’avventura dell’anarchismo nel gruppo Germinal.
L’abbiamo salutata con le note del Galeone.



Il gioco dell’oca. Ieri le elezioni hanno riconsegnato la Catalogna ai tre partiti indipendentisti, che, uniti, hanno più della metà dei seggi.
Si torna quindi al punto di partenza. Con qualche significativa variante: i ministri della Generalitad sciolta d’imperio dal governo spagnolo incassano il risultato elettorale ma sono in esilio o in carcere, per aver dichiarato l’indipendenza del paese dallo stato spagnolo.
Cosa accadrà? Che tipo di dibattito e di posizionamento c’è stato nel movimento anarchico e libertario?

Ne abbiamo parlato con Claudio Venza, anarchico e docente di storia della Spagna contemporanea all’università di Trieste.

 

Le maglie Benetton sono sporche di sangue.

 

 

I prossimi appuntamenti:

 

Venerdì 22 dicembre
ore 17
presidio
al negozio Benetton di via Roma 121
Le maglie Benetton sono sporche di sangue
Il governo argentino ha deciso di regolare i conti con le comunità resistenti dei mapuche.
In questi anni hanno recuperato, occupandole, alcune terre delle popolazioni indigene, che non avevano e non intendono adottare la proprietà privata.

Nell’Ottocento le terre dove vivono i mapuche vennero vendute dallo Stato Argentino alle multinazionali inglesi per l’industria estrattiva. Dagli anni Novanta del secolo scorso 930.000 ettari sono stati acquistati al colosso manifatturiero Benetton, che le utilizza per farvi pascolare le proprie pecore da lana.

 

Le comunità recuperate dai mapuche stanno conducendo una lotta durissima contro lo stato argentino che garantisce gli interessi delle tante multinazionali che sfruttano la Patagonia.

 

Si battono contro le miniere d’oro, la cementificazione dei parchi naturali e, ovviamente contro Benetton, che oggi è uno stato dentro lo stato. Nella fattoria Leleque nel Chabut c’è un presidio permanente della polizia argentina. Da lì sono partite le operazioni repressive contro la comunità Pu Lof Cushamen, dove in agosto è stato sequestrato e ucciso dalla polizia l’anarchico Santiago Maldonado.

 

Benetton è complice dell’uccisione di Santiago e della durissima repressione che in questi anni ha fatto 14 morti, centinaia di feriti, numerosi desaparecidos in tutta la Patagonia.

 

A fine novembre, mentre a Buenos Aires c’era il funerale di Santiago, Rafael Nahuel, un giovane mapuche vicino alla comunità del parco nazionale di villa Mascardi, è stato colpito da tre proiettili alla schiena ed è morto.

 

Sabato 13 gennaio
ore 10,30 / 14
Punto info antimilitarista al Balon
con vin brulè, cibo e the caldo
benefit assemblea antimilitarista

 

Venerdì 19 gennaio
ore 21
alla Fat, in corso Palermo 46
Tra città frammentate e modelli securitari del vivere. Le gated communities e l’uso dello spazio pubblico
Con Simone Ruini architetto libertario

 

Venerdì 26 gennaio
ore 21
alla Fat in corso Palermo 46
I fascisti del “secondo millennio”
Con Pietro Stara, autore de “L’identità escludente, La Nuova Destra tra piccole patrie e Europa nazione”

 

Per chi fosse interessato ai percorsi della Federazione Anarchica Torinese
riunioni ogni giovedì alle 21
corso Palermo 46 – a destra nel cortile

www.anarresinfo.noblogs.org mail: anarres@inventati.org

 




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