Anarres del 6 maggio. Smash the vision! Primo Maggio: le due piazze. Le università armate. Franco Serantini…

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Il nostro nostro viaggio del venerdì su Anarres, il pianeta delle utopie concrete.
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Dirette, approfondimenti, idee, proposte, appuntamenti:

In questa puntata:

Franco Serantini. Esattamente 50 anni fa moriva in una cella del carcere di Pisa un anarchico di 20 anni. Tre giorni prima un corteo antifascista si era mosso per la città per impedire il comizio del fascista Niccolai. Il corteo venne duramente caricato in Lungarno Gambacorti, Franco venne assalito da un nugolo di poliziotti che lo pestarono a lungo con calci, pugni e i micidiali calci dei fucili.
Gettato su una camionetta pesto e sanguinante venne condotto in carcere, dove il responsabile modico, il dottor Mammoli, lo dichiarò sano e lo fece trasferire in cella. Lì agonizzò sino all’alba del 7 maggio, il giorno delle elezioni. Inutile dire che i responsabili vennero tutti assolti.
Ma la verità su quella vicenda emerse comunque.
A 50 anni dall’omicidio di Franco fascisti di ogni risma sono e continuano ad essere al governo, l’Italia è in guerra su più fronti, la vita di chi deve lavorare per vivere sempre più precaria, pericolosa, difficile.
Per ricordare e lottare è stato indetto un corteo il 7 maggio.
La memoria di ieri si fa viva nelle lotte di oggi.
Per questa ragione il corteo del 7 maggio, oltre a mantenere forte il ricordo della ferocia del potere, avrà come obiettivo il contrasto al fascismo e alla guerra.
Appuntamento alle ore 15 in piazza XX settembre a Pisa.
Ne abbiamo parlato con Peppe del circolo anarchico di vicolo del Tidi a Pisa

Primo Maggio a Torino. Le due piazze
Cronaca di una giornata di lotta tra ritualità e violenza poliziesca.

Le università armate. Il movimento No Muos ha realizzato un dossier “Università e Guerra” sulle sempre più forti intersezioni tra gli istituti universitari e l’industria bellica.
I finanziamenti pubblici per gli Atenei negli anni si sono mantenuti al minimo.
In questa situazione di forti difficoltà, si sono inseriti Stati Stranieri e Forze Armate di paesi più o meno alleati, uniti ai settori dell’industria bellica nazionale, che hanno messo a disposizione finanziamenti in cambio dell’applicazione di determinati settori dell’università in progetti apertamente militari, oppure di tipo civile, ma con facile riconversione al militare. In pratica le nostre Università si sono messe a progettare per la guerra.
“le Università italiane sono coinvolte come capofila in 67 progetti di ricerca e/o formazione finanziati o organizzati in partnership con aziende che fanno parte dell’industria della guerra e/o istituzioni militari di difesa”. La parte del leone la fa naturalmente Leonardo-Finmeccanica (15%), seguita da Ansaldo (8%), ecc.
Con appositi grafici viene resa evidente una situazione che vede protagonisti attori come l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Esercito Italiano, la Marina Militare, le Accademie Militari, gli Alpini, il Dipartimento della Difesa degli USA, la NASA, la US Navy, ed anche l’ONU e la NATO.
Ce ne ha parlato Pippo Guerrieri del movimento No Muos

Prospettive antimilitariste verso i prossimi appuntamenti dell’Assemblea antimilitarista, in particolare quella svoltasi a Livorno l’8 maggio, un’occasione per fare un bilancio delle iniziative e promuoverne di nuove.
Ce ne ha parlato Federico

Una Barriera contro il fascismo
Era prevedibile. Dopo mesi di campagna mediatica martellante, culminata in alcuni articoli che descrivevano una rissa a ponte Mosca come un duello medievale, non potevano mancare i fascisti
di Fratelli d’Italia pronti a giocare ancora una volta la carta securitaria. Una carta che prefettura e Comune stanno giocando da mesi puntando in modo specifico sia su Ponte Mosca sia sull’area di giardinetti di corso Palermo angolo via Sesia, dove è diretto il corteo indetto per questa sera dai fascisti.
Nella perenne campagna elettorale di Torino Fratelli d’Italia gioca contro il PD le sue stesse carte.
Sullo sfondo, ma ancora ben visibile, un pezzo di città sempre più povero,
militarizzato, razzializzato, sospinto ai margini.

Smash the vision! Mostr* in marcia contro la città vetrina
Dal 10 al 14 maggio a Torino c’è l’Eurovision, giunto alla sua 66esima edizione. L’evento è un Sanremo arcobaleno che manda in visibilio la comunità LGBT, grazie all’impegno dell’organizzazione per ingraziarsi il bacino d’utenza gaio.

Noi, però, questa “vision” la vogliamo smascherare: la “vision” dietro l’Eurovision è un brodo di queerwashing, speculazione, gentrificazione, retoriche del decoro, sfruttamento di chi lavora, pacifismo selettivo, svendita dello spazio pubblico, turistificazione. Il festival è l’esposizione eccellente del demone dell’inclusività, dà visibilità ad artistə LGBTQIA+ a patto che la loro identità non dia mai davvero fastidio, che la queerness sia spendibile via schermo e che si renda innocua, collaborativa, collaborazionista. Questa vision è tutto ciò che vogliamo demolire, è un mostro a cui resistono lə mostrə, le nostre corpe dissidenti, che mai saranno assimibilabili nel grande spettacolo del capitalismo queer.

Contro il progetto di una Torino falsamente pride, falsamente attenta allǝ ultimǝ del mondo, una Torino che si mette in mostra per l’ennesimo grande evento, noi mostrǝ frocie difformi galassie sconfinate vogliamo scendere in strada con una street parade antiautoritaria, antipatriarcale, rumorosa, riot-tosa ma soprattutto ricca di contenuti e di danze!

Non vogliamo scegliere tra la turistificazione e lo sfruttamento mascherati da intrattenimento gaio e la cis-etero-norma che pervade anche la lotta di classe.

Contro tutti i padri, le patrie e i padroni, vogliamo il pane ma anche le paillettes!

Appuntamenti:

Sabato 14 maggio
Smash the vision!
Mostr* in marcia contro la città vetrina
Appuntamento alle 15 al parco Ruffini, viale Bistolfi

Giovedì 19 maggio
Nazionalismo e guerra tra nazisti “buoni” e nazisti “cattivi”
Ore 18 alla tettoria dei contadini a Porta Palazzo
I paradossi nella narrazione della guerra in Ucraina
tra propaganda patriottica, militarismo e la messa in scena di uno scontro di civiltà tra est e ovest
Proveremo a decostruire la narrazione di una guerra che, nei fatti, si colloca nello snodo cruciale di un conflitto interimperialistico multipolare.
Faremo il punto sulle lotte contro la guerra, la Cittadella dell’aerospazio e la NATO a Torino e per lanciare lo sciopero generale del 20 maggio
Interventi introduttivi di Stefano Capello e di un’esponente dell’assemblea antimilitarista

Venerdì 20 maggio
sciopero generale contro la guerra!
No all’economia di guerra e alle spese militari! Case, scuole, ospedali, trasporti per tutt*
Contro tutte le patrie, contro tutti gli eserciti, per un mondo senza frontiere
Ore 10 presidio alla fabbrica d’armi Collins aerospace di piazza Graf a Torino
Ore 18 piazza Castello manifestazione

Contatti:
Federazione Anarchica Torinese
corso Palermo 46
Riunioni – aperte agli interessati – ogni mercoledì dalle 2
1
Contatti: fai_torino
@autistici.org – @senzafrontiere.to/

Wild C.A.T. Collettivo Anarco-Femminista Torinese
riunioni aperiodiche @Wild.C.A.T.anarcofem

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