Bello Come una Prigione Che Brucia [3 giugno 2019]

Da pochi giorni un compagno anarchico, Marco Boba, è stato trasferito dal carcere di Saluzzo ai domiciliari, come misura cautelare per l’accusa di avere lanciato – nel corso di un presidio di fronte al carcere delle Vallette – un razzo segnalatore che avrebbe innescato l’incendio e la distruzione di un laboratorio di panificazione situato dentro al perimetro della galera torinese.
Un vuoto presto riempito, visto che negli ultimi giorni si sono susseguite affermazioni e smentite circa la volontà della grande distribuzione digitale (la multinazionale Amazon e l’italian ePrice) di sfruttare manodopera detenuta come forza lavoro e spazi carcerari come magazzini.
Cerchiamo di ripercorrere gli ultimi eventi fino alla conferma dell’ingresso di ePrice nelle carceri di Torino e Roma (Rebibbia): segnale di una nuova fase nella strutturazione del carcere-fabbrica.

Anna e Silvia sono in sciopero della fame dal 29 maggio 2019 per protestare contro le condizioni detentive della sezione Alta Sicurezza 2 del carcere de L’Aquila, una galera dove la tortura del 41bis riverbera in ogni aspetto della quotidianità. Altri prigionieri si sono uniti alla lotta che queste due compagne anarchiche stanno portando avanti sui propri corpi. Inisieme a una compagna cerchiamo di riprendere gli ultimi aggiornamenti e le iniziative solidali lanciate sul territorio torinese.

Proteste e manifestazioni possono essere passeggiate irrilevanti o strumenti di intervento politico. La riduzione di ogni istanza conflittuale, sociale, lavorativa, ecologica, a mera questione di “ordine pubblico” consente quindi di neutralizzarla a colpi di truppe antisommossa. Insieme a Salvatore Palidda, sociologo e saggista, cerchiamo di rilfettere sull’incremento della violenza poliziesca nella repressione dei conflitti di piazza, partendo dall’esperienza francese fino alle recenti proposte italiane di sanzionare pesantemente l’utilizzo di strumenti di difesa passiva (scudi, caschi, striscioni imbottiti).

Spray al DNA come strumento di marcatura di persone e oggetti. Un piccolo approfondimento su un nuovo prodotto dell’ipertrofica “fabbrica della sicurezza” : lo spruzzatore antitaccheggio e in dotazione alle forze dell’ordine (per ora britanniche e statunitensi) commercializzato da SelectaDNA.

 




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