Sfuggire al controllo: caccia e specie invasive

 

Terminata la stagione venatoria in Italia, si fa la conta delle morti e dei ferimenti provocati durante la caccia, e il risultato è drammatico: 30 morti e decine di feriti (solo di quelli pubblicizzati dai media), senza contare gli animali cacciati e quelli che accompagnano i cacciatori; molte delle vittime sono minori che maneggiano il fucile, ed è interminabile la lista di tutti gli “incidenti collaterali” del caso: case crivellate o animali domestici uccisi. Una strage che anche quest’anno ha potuto verificarsi nonostante la siccità e gli incendi che hanno colpito tutta la penisola e messo a repentaglio diversi ecosistemi.

Ed è proprio l’equilibrio demografico della fauna selvatica che i cacciatori sbandierano per giustificare la propria presenza assassina, auto-proclamandosi baluardo di difesa dalle specie considerate invasive e pericolose.

Durante la puntata abbiamo approfondito la questione di queste specie, portando alla luce i diversi punti di vista (scientifici o meno) che le studiano: dall’ottica più diffusa dell’interpretazione delle piante e degli animali invasivi visti unicamente come un nemico da combattere ed eliminare (teorie che vennero strumentalizzate politicamente per giustificare a livello sociale la “guerra all’invasione” anche tra gli umani), fino all’osservazione più accurata di come e perché esse nascono e proliferano. Quest’ultima, sicuramente rappresenta un ribaltamento di prospettiva, e mette in evidenza come le specie invasive, vegetali o animali, tendano a proliferare laddove un ecosistema viene modificato (tendenzialmente dall’uomo). Possono intervenire dunque come un fattore equilibrante all’interno di un ambiente, per quanto cambino completamente il suo aspetto e la vita al suo interno. L’interpretazione per cui le specie invasive sono a volte uno strumento della natura per curarsi, proteggersi e ristabilire un equilibrio perduto, o comunque dei campanelli d’allarme di un ecosistema ferito, crea spazio per immaginarsi un intervento diverso nei loro confronti: un atteggiamento in cui viene loro riconosciuto il ruolo che assumono all’interno di un dato ecosistema, e in cui si sia capaci di lavorarci assieme sinergicamente per rimettere in sesto un ambiente danneggiato.

Ascolta l’approfondimento qui:

 




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