CHI HA PAURA DEL LUPO CATTIVO – LA PERLA DI LABUAN 12/6/2020

Riccardo




“C’era una volta una donna che aveva fatto il pane, e disse alla sua bambina di portare una pagnotta bella calda e una bottiglia di latte alla nonna.” Così comincia l’antica fiaba tramandata oralmente. La bambina si incammina lungo il sentiero degli aghi e degli spilli, il lupo mangia la nonna, la bambina ignara ne mangia le carni e infine il lupo mangia anche lei. Era l’epoca in cui gli attacchi dei lupi erano una realtà, non c’é nessun significato nascosto. Nel 1697 Charles Perrault abbellisce la bambina con un cappellino rosso (che diventa il suo nome), elimina il cannibalismo e aggiunge la morale in versi. “Qui si vede che le care bimbe han torto ad ascoltare persone non fidate.” Il lupo diventa il simbolo del maschio predatore che seduce le fanciulle ingenue. Nel 1729 Robert Samber traduce la fiaba in inglese, assegna alla protagonista il nome Biddy ed elimina i dettagli erotici inammissibili per la morale inglese. Il lupo accoglie Cappuccetto Rosso non più nudo ma con addosso la camicia da notte della nonna morta. Nel 1812 i fratelli Jacob e Wilhelm Grimm aggiungono il divieto della mamma a lasciare il sentiero che la bambina trasgredisce, ma poi il cacciatore uccide il lupo e salva la bambina che ha imparato la lezione. Il cacciatore era una figura famigliare all’epoca dei fratelli Grimm, sconosciuta un secolo prima quando solo i nobili andavano a caccia. La versione dei fratelli Grimm é tuttora la più diffusa. Nel 1895 Cappuccetto Rosso è la testimonial della campagna pubblicitaria della Star Soap. Dopo di che si moltiplicano le interpretazioni. Quella psicanalitica indica nel colore rosso il simbolo della verginità, che però é stato introdotto da Perrault e nella versione originale non esisteva. Secondo l’interpretazione etnologica Cappuccetto Rosso deriva dagli antichi riti d’iniziazione, quando il ragazzo lasciava l’ambiente famigliare e protettivo del villaggio per affrontare alcune prove nella foresta e poi essere accolto nella società degli adulti. Il dibattito é ancora aperto. Buon ascolto.
Per i più curiosi:
Valentina Pisanty “Leggere la fiaba” Bompiani, Milano 1993;
Bruno Bettelheim “Il mondo incantato – Uso, importanza e significati psicanalitici delle fiabe” Feltrinelli, Milano 1977;
Erich Fromm “Il linguaggio dimenticato – Introduzione alla comprensione dei sogni, delle fiabe e dei miti” Garzanti, Milano 1973.




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