FRONTEX: SORVEGLIANZA E AVAMPOSTI – IVREA: CARCERI E VIOLENZA DI STATO

Estratti dalla puntata del 10 ottobre 2022 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

 

FRONTEX: TRA SORVEGLIANZA DI MASSA E NEOCOLONIALISMO

Possiamo tranquillamente definire Frontex l’agenzia europea per la War on Migrants; un’agenzia che sta assumendo sempre più potere sia nell’ambito dei sistemi di sorveglianza tecnologica di massa di cui promuove lo sviluppo, sia per l’insediamento neo-coloniale di avamposti nel continente africano per coordinare la repressione dei flussi migratori (arrivando a richiedere la totale immunità penale per i suoi agenti in servizio).

Insieme a Giacomo Zandonini torniamo ad analizzare alcune recenti evoluzioni di Frontex: lo sviluppo del programma PeDRA (schedatura biometrica di massa, cooperazione con Europol, strumenti di polizia predittiva) e il rafforzamento della sua presenza tra Niger e Africa Occidentale.

QUI per un più esteso approfondimento riguardante la centralità del Niger nella War on Migrants.

 

 

PROCESSO SULLE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA

Le violenze sistemiche emersero solo grazie alla segnalazione degli stessi uomini detenuti nel carcere di Ivrea, pubblicate inizialmente sul sito infoaut.org e successivamente riprese da alcune associazioni.

La procura locale, nonostante le evidenze, utilizzò il proprio potere per cercare di archiviare l’inchiesta e mettere a tacere le denunce delle persone vittime della violenza dei secondini e della connivenza del personale sanitario.

Insieme all’avvocata Simona Filippi (Antigone) cerchiamo di ripercorrere la storia di questo processo; un’occasione per riflettere e confrontarci su diversi altri temi: dall’umanizzazione delle galere rispetto alla loro abolizione, all’omertà strutturale dell’apparato muscolare carcerario.

 

 

 

 

/ / / PAROLE CHIAVE: Giacomo Zandonini, Simona Filippi, Frontex, PeDRA, War on Migrants, Ivrea




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