IL PRESENTE E IL FUTURO DEL LIBRO – LA PERLA DI LABUAN 31/5/2019

Riccardo

Oggi é ospite ai microfoni Paolo Barsi, fondatore e animatore della libreria “I comunardi” per parlare della prossima (non inevitabile) chiusura causa sfatto e della più generale situazione del libro, fuori dai luoghi comuni “si legge sempre meno” e “tutta colpa di internet”.   Nel 1976 il movimento rivoluzionario é in crisi, Lotta continua ha avuto la grossa scissione che porta alla nascita di Senza Tregua, Berlinguer inventa l’eurocomunismo, gli “autonomi” pubblicano il giornale “Rosso”, nascono i circoli del proletariato giovanile, al governo c’é Andreotti, nel mondo esplode la rivoluzione iraniana. Paolo Barsi (con altri volenterosi soci)  apre la libreria “I comunardi” a metà starda tra piazza Castello e Palazzo Nuovo, che da allora diventa un punto di riferimento per chi  ama leggere o anche solo curiosare. “I comunardi” é aperta fino alla sera e ci si ferma anche in attesa di un appuntamento, per sfogliare o chiacchierare con il libraio.  Non é vero che si legge di meno, è cambiato il modo di leggere, ma la pagina di carta resta la componente principale, l’e-book è una novità interessante ma la sua crescita é ferma. Si parla di Amazon, che può abbattere i costi pagando le tasse in Lussemburgo e super-sfruttando i corrieri. Il numero totale delle librerie torinesi è invariato da anni, ma la maggior parte ormai sono franchising dei grandi gruppi editoriali, sono sempre meno gli esercizi indipendenti. Lo sfratto e chiusura di “I comunardi fa parte del più ampio prcocesso di espulsione del centro delle vecchie attività a favore di altre più redditizie e alla moda.  Ma non tutto é perduto. Oggi aprire e gestire una libreria indipendente non è impossibile, ma richiede più che in passato la capacità di adattarsi al mercato, oltre naturalmente a competenza e passione. Infatti Paolo spera di trovare prima di settembre un luogo adeguato per riaprire.  La dimensione é importante, ogni anno ci sono 60.000 nuovi titoli e il libraio deve averne una buona parte. Buon ascolto.




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