Illuminazione artificiale e capitalismo 24/7: gli effetti di un incubo senza sonno

A partire dalla sua invenzione, l’illuminazione artificiale (esplosa in termini di diffusione con l’avvento della corrente elettrica) è diventata per il nostro mondo tanto indispensabile quanto inattaccabile da un punto di vista critico. Eppure i suoi effetti collaterali sono sotto i nostri occhi e sono pure numerosi.

La presenza costante della luce artificiale con l’inquinamento luminoso che ne consegue è oramai un dato di fatto, ed ha la capacità di affliggere l’essere umano (a livello biologico, distruggendo i ritmi giorno-notte da cui dipendono alcune parti del nostro organismo, e a livello sociale, imponendoci una prestazione di produzione e di consumo senza interruzioni né riposi) così come gli altri animali e l’ambiente che ci circonda.

Nella prima puntata dedicata a questo argomento parleremo degli effetti che riguardano la nostra salute, la vita di diversi animali e di alcune piante, toccando brevemente la storia della luce artificiale (con le sue ripercussioni sociali) e alcune nuove invenzioni che la riguardano, per poi dedicarci ad una breve riflessione sulla nostra dipendenza da essa.

Nella seconda puntata invece trarremo spunti e letture dal libro “24/7 il capitalismo all’assalto del sonno” di J. Crary che ci pone diverse questioni. Da che è nato il capitalismo, lo si narra come un incessante sviluppo, soprattutto a livello tecnico, ma anche di infrastrutture, di comunicazioni e soprattutto di dominio. Questo eterno avanzamento non è altro che il ripetersi di rapporti gerarchici con mezzi nuovi, perché il capitalismo non porta al progresso, ma ad una sua sistematica riproduzione.
La sigla 24/7 ne è la formula rappresentativa per eccellenza: l’eterno presente, laddove i cicli del giorno e delle stagioni vengono annullati da ambienti asettici e proposte di consumo sempre uguali. Giorno e notte non esistono più, le distanze vengono eliminate dalle reti wirless, la necessità di riposo sostituita da uno stand-by corporale, insomma i ritmi odierni sono più adatti ad androidi che a esseri umani. Ed è verso questa frontiera che studi e ricerche si stanno sviluppando.

Eppure il sonno, i sogni, il riposo, l’attesa e la noia sono state sempre considerate (almeno fino all’Illuminismo) diritto e prerogativa di ogni essere umano, invece oggi sono tacciate, vissute come una sconfitta: un’inutile perdita di tempo.
La perdita di tempo è l’atto di resistenza del sonno, arco temporale in cui non si consuma e non si produce, incubo per la mentalità produttivista di questo secolo che sclera anche solo per un loading un po’ lento. Durante il sonno si esce dalla frenesia, ma anche dai sempiterni social, per qualche ora ci si nasconde e forse ci si ritrova, quantomeno si ritrovano sensi e percezioni che parevano ovattati, sommersi dai rumori e dagli impulsi di cui siamo attorniati.

Il sonno infine ci regala i sogni che sono la base per poter immaginare un futuro differente.

Prima puntata:

Seconda puntata:

 




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