inferno animale: macelli e laboratori

a Binefar (Huesca) è in fase di ristrutturazione il più grande macello per suini d’Europa, il Litera meat dell’azienda italiana Pini Group, una fabbrica di morte capace di uccidere 30000 maiali al giorno, circa 7/8 milioni l’anno: un vero e proprio olocausto. Per circa 3 mesi diversi compagni antispecisti provenienti dalla Spagna e non solo, hanno occupato una piazza antistante ai cancelli del macello per lottare contro l’apertura del Megamatadero, scontrandosi però con l’avversità di una regione in cui macelli e campi di mais (per l’alimentazione animale) sono praticamente le uniche attività economiche. I compagni hanno resistito facendo informazione e distribuendo cibo vegan per tentare di sensibilizzare e proporre un alternativa in una zona particolarmente ostile a una visione antispecista, ma anche bloccando i camion che trasportavano i maiali. Dopo circa 3 mesi la polizia ha sgomberato l’acampada, ma non per questo si sono interrotte le mobilitazioni contro il macello che hanno trovato appoggio e solidarietà da ogni parte d’Europa. La prossima mobilitazione è prevista il 25 gennaio (https://www.facebook.com/StopMacromataderodeBinefar/)
La Spagna tenta di aggiudicarsi un ruolo di primo piano nel settore agro-alimentare europeo incentivando l’apertura di macelli e convertendo le coltivazioni in piantagioni estensive volte al nutrimento degli allevamenti, così come a Binefar anche a Zafra è in costruzione un altro mega-macello.
Ne parliamo con Beatrice:

 

Telethon, il programma per la raccolta fondi per la ricerca, dietro il volto caritatevole e filantropo, ha le mani macchiate di sangue degli animali su cui sperimenta nei propri laboratori le nuove tecnologie nel campo medico. Ma spesso, dietro la ricerca volta a sconfiggere malattie rarissime (con soluzioni costosissime) si elabora la costruzione dell’umano del domani, strettamente correlato alla ricerca scientifica e all’uso delle nuove pratiche di modificazione genetica come l’editing genetico sull’RNA, pratica già largamente usata in agricoltura e che non ha trovato l’opposizione decisa che vent’anni fa fronteggiò l’ascesa degli OGM, seppur si tratta comunque di modifiche del DNA allo stato embrionale.
Queste nuove tecnologie sembrano lontane dall’avvenire eppure il futuro è già qui: non si contano i tentativi di clonazione, lo sviluppo dell’ingegneria genetica o le pratiche di fecondazione assistita.
Dietro queste pratiche, sventolate come “ricerca filantropica” e “lotta alle malattie rare”, si cela il pericolo del controllo biopolitico delle masse. La creazione dell’umano in provetta è stato un mito dei regimi totalitari che non ha mai smesso di affascinare i potenti della terra e che oggi, grazie alle nuove tecnologie di controllo e inquadramento, sembra più che mai possibile.
Qui un estratto dal Bollettino Antispecista Quaglia (https://quaglia.noblogs.org/files/2020/01/QUAGLIA-5_web.pdf)
Per ascoltare l’audio:

 




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