IO DI FRONTE ALLA LEGGE SONO ASOCIALE. Luigi Assandri (FUORI ONDA della NAVE DEI FOLLI (8/12/2020)

Presentazione del libro di Tobia Imperato

IO DI FRONTE ALLA LEGGE SONO ASOCIALE. Luigi Assandri: l’anarchico con il ciclostile

pubblicato da Nautilus nel 2020.

Per parlarci di questo libro e del suo protagonista Luigi Assandri, ai microfoni di Blackout abbiamo ospitato Tobia Imperato e Claudio di Nautilus.

Qui di seguito la presentazione, dura poco più di 1 ora. Buon ascolto:

 

Questa la scheda del libro tratta dal sito di Nautilus autoproduzioni:

Luigi Assandri (1915-2008), il protagonista di questo libro, non è stato un teorico e nemmeno un dirigente politico, ma un semplice operaio anarchico torinese.
Avvicinatosi all’anarchismo nei primi anni del secondo dopoguerra (dopo essersi congedato dalla PS) è per molti anni uno dei più attivi militanti libertari del capoluogo piemontese.
Autodidatta, per mezzo della lettura si forma una vasta cultura sul pensiero e sulla storia dell’anarchismo, diventandone poi un grande divulgatore.
Se è pur vero che tutta la produzione editoriale degli anarchici è sempre dovuta allo sforzo personale di alcuni individui (o di piccoli gruppi di persone) la vicenda di Assandri è di per sé singolare. Completamente da solo (avvalendosi al massimo dell’ausilio della sua compagna, Adele Gaviglio) stampa e distribuisce nel corso della sua esistenza un’enorme mole di materiali di propaganda: bollettini, opuscoli, libri e manifesti. E il tutto servendosi di mezzi poverissimi: ciclostile e fotocopiatrice.
Questo ovviamente, pur essendo già di per sé materia di rilevanza storica, non esaurisce l’interesse riguardo la sua figura. Dopo aver attraversato negli anni della giovinezza i periodi più neri della storia dell’anarchismo, quelli della guerra fredda e dell’isolamento politico, si ritrova dopo il ’68 a stretto contatto con i giovani che allora, sempre più numerosi, si avvicinavano alle idee libertarie, lasciando un’eredità di insegnamenti di ricordi e di affetto che, per chi ha vissuto quella stagione, è doveroso ricordare.
La storia, per gli anarchici, non è fatta né da condottieri né dalle masse amorfe, ma da individui coscienti e determinati, anche se semplici lavoratori. Come è il caso di Assandri.

 

 

 

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