La mattanza equina tra Africa e Stati Uniti

Un nuovo tetro mercato d’estrazione animale si apre tra Cina e Africa, dopo le zanne d’elefante e i corni di rinoceronte, ora tocca alle pelli d’asino, ingrediente fondamentale per la preparazione dello ejiao, un elisir della medicina tradizionale cinese oggi tornato in gran voga tra la classe media cinese per le sue proprietà anti-invecchiamento.

La produzione dell’ejiao è già costata la vita a 100.000 asini nel solo Kenya, senza però contare tutto il mercato nero e l’attività di bracconaggio che s’estende ai paesi confinanti, una mattanza senza freni che potrebbe seriamente mettere a rischio la presenza di questi animali nel continente nero.

Anche per i cavalli selvatici degli Stati Uniti, i celebri Mustang del far-west, corrono tempi duri. Da sempre odiati e cacciati dai conquistatori europei a causa della loro indomabilità e per l’irrequietudine che portavano all’interno delle mandrie addomesticate, oggi sono gli interessi dei grossi allevatori e dell’agricoltura intensiva a volerne l’uccisione. Ma se fino al 2016 le associazioni animaliste sono riuscite a evitare la mattanza, con Trump sembra più difficile: è infatti previsto un piano di cattura, vendita, uccisione e sterilizzazione che coinvolgerebbe praticamente tutta la popolazione equina del west americano, purtroppo sempre meno selvaggio.

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