La Parigi-Dakar non è un innocente rally!

 

La Parigi-Dakar, che già dal 2009 viene annualmente organizzata in sudamerica, è uno dei più attuali esempi di neocolonialismo e distruzione (ambientale, animale e umana) in nome del divertimento e dell’adrenalina borghese occidentale. Con la complicità dei governi e degli sponsor di questo mega evento (tra cui industrie impiegate quotidianamente nel settore militare come Toyota, Iveco e Renault), interi territori vengono invasi da tale corsa automobilistica che ogni anno causa la morte di persone del luogo (investite dai veicoli), di migliaia di animali e di piante in dei territori già di per sè instabili e fragili negli equilibri dei loro ecosistemi. La devastazione coinvolge anche moltissimi siti storici e archeologici, tanto da aver distrutto nel 2011 ben la metà del patrimonio archeologico del Cile.

Quest’anno il rally assassino si è svolto nei paesi del Paraguay, Argentina e Bolivia, e proprio a La Paz si sono verificati alcuni incidenti tra polizia e manifestanti che si opponevano allo svolgimento dell’evento.  Abbiamo approfittato di tale notizia per approfondire la questione della repressione contro l’attivismo ambientale in centro e sud america, che molto spesso prevede anche l’omicidio di chi resiste a progetti di devastazione dei propri territori da parte delle multinazionali dell’industria del legname, dell’energia, etc.. Impossibile non citare quindi l’omicidio dell’attivista mapuche Macarena da parte dei sicari dell’azienda impegnata nel progetto di costruzione delle linee ad alta tensione nel territorio del Tranguil (Cile), progetto contro cui Macarena si è sempre battuta.

Ascolta qui la prima parte:

E qui la seconda parte:

 




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