Liberazione sociale e liberazione nazionale,tutto in uno sciopero generale

 

 

M30koa

Giovedì 30 Maggio si è svolto il sesto sciopero generale dall’ inizio della crisi del 2008. Una “greba orokorra” che ha riempito le piazze di diverse città basche delineando così un successo delle diverse mobilitazioni convocate da diversi sindacati baschi e rappresentanti di più di tantissimi collettivi sociali, uno sciopero che va in direzione dell’autodeterminazione e di un cambio economico e sociale.

Migliaia di persone si sono riversate nelle piazze basche reclamando diritti sociali al grido di “Fuori i ladri dalle istituzioni”, “Non è la crisi, è capitalismo” e “I soldi del Tav, alla sanità” “Borroka da bide bakarra – La lotta è l’unica via” .

Come si costruisce uno sciopero generale che blocca il paese per 24h, che inizia con i picchetti fabbrica per fabbrica, che è preceduto da assemblee popolari paese per paese, quartiere per quartiere, costituendosi in “comitati popolari per la costruzione dello sciopero generale” dove sindacati, movimenti, cittadine/i si incontrano e si organizzano, come si può portare in piazza in uno Sciopero Generale le rivendicazioni di liberazione nazionale, di autodeterminazione e di sovranità popolare con quelle dell’anticapitalismo, contro la società patriarcale, contro gli attacchi ai diritti di chi lavora e studia e contro una società che produce sempre di più disuguaglianza , dove sempre più persone neanche si possono più permettere uno lavoro, uno studio, una casa .

Ne abbiamo parlato con Mauri, compagno sardo da molto tempo a Donostia, che dal primo mattino era in piazza e ai picchetti, in una telefonata che molto ha da dire anche sulle lotte e sullo strumento dello Sciopero Generale qua in Italia, sempre più uno strumento svuotato della sua carica conflittuale e di protagonismo e oramai completamente in mano alle burocrazie sindacali.

Mauri.donosti




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