Lo spettacolo della politica tra realtà e reality

La politica istituzionale mette in scena lo spettacolo della propria decomposizione senza alcun pudore di facciata. Lo scontro nel PDL tra il partito del governo e quello del cavaliere, le iscrizioni gonfiate al PD per l’elezione dei responsabili di sezione in vista della scelta tra l’uomo mediatico e quello invisibile, tra Renzi e Cuperlo, il reiterato scontro sulle regole tra i pentastellati ci offrono una scena tragicomica, dove la farsa tiene banco con la serietà di una storia autentica. In un’epoca dove la realtà misura i propri successi mimando il reality, nulla ci dovrebbe stupire e infatti nulla più stupisce.
Sin qui è la fiera dell’ovvio. Meno ovvia la paralisi dell’indignazione, la stanchezza della reazione, che si misura più nella diserzione dalle urne che sul terreno dello scontro sociale, uno scontro che appare tanto inevitabile quanto remoto, in un’infelice ossimoro delle cose, che schiaccia le aspettative e rende monca l’analisi.
Gli attori della politica di palazzo giocano la loro partita, provando a far leva su argomenti tanto demagogici quanto importanti per chi, sempre più, fatica a mettere insieme i soldi per il mutuo e quelli per mangiare. IMU? No, forse, sì e ancora no. Cuneo fiscale? Idem.
Una ridda di affermazioni a sorpresa, di giravolte, giochi di ruolo perché non si capisca che, un colpo al cerchio, un colpo alla botte, i poveri sono chiamati a pagare per i privilegi dei ricchi.
Il futuro che ci preparano è tutto dentro questo presente amaro.
Spezzare l’immaginario che fa di quest’oggi odioso l’unico orizzonte possibile è una scommessa che si gioca nella materialità di un agire che sia insieme conflitto ed esodo.

Anarres ne ha discusso con Massimo Varengo.
Ascolta la chiacchierata:

2013 11 08 politica varengo




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