Macerie su Macerie – 13/07/20. Piccola storia della città industriale pt.1

L’immagine sovrastante rappresenta uno scorcio londinese intorno al 1870 quando il completamento della privatizzazione delle terre demaniali ed ecclesiastiche fece sfollare in un nuovo esodo masse di contadini e braccianti. Quest’ondata di diseredati verso la città costituì la carne da macello della società industriale nascente: i nuovi arrivati venivano sfruttati fino allo sfinimento nelle nascenti fabbriche, intrappolati in case affollate e in rovina in mezzo alle ciminiere fumose, privati di qualunque bene; anche il pane, un tempo prodotto con l’attività della terra è da quel momento trasformato in merce e corrispondente a un prezzo variabile, procurabile solo in cambio di una parte di salario.

Non è un fenomeno solo inglese e nel giro di alcuni decenni raggiunge tutte le città europee accompagnandosi però a una tensione rivoluzionaria generale. Le strategie degli stati-nazione per arginare il pericolo sovversivo e dare spazio alla società delle fabbriche e del consumo sono molteplici, tra le principali proprio quella che riguarda la forma della città e la sua ingombrante eredità urbanistica medievale, che rischiava di agevolare sommosse e sedizioni. Viali ampi, luce ed strutture d’igiene furono gli obiettivi di prefetti e urbanisti del periodo per imprimere il fondamento materiale al capitalismo moderno.

Dalle ciminiere di Manchester agli sventramenti di Haussmann, a Macerie su Macerie una piccola storia della nascita della città industriale con alcuni stralci tratti da “La città nella storia d’Europa” di Leonardo Benevolo, per carpire quanto il periodo in esame sia estremamente illuminante riguardo alle visioni che ancora oggi reggono il discorso pubblico, l’estetica urbana e le linee di esclusione degli “inurbati”.

 

Alcuni resti di Parigi medievale e una mappa pre-Haussmann:

Alcuni sventramenti del prefetto francese lungo l’asse del Boulevard Richard Lenoir nel 1863:

Parigi oggi:




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