Pirati e pescecani: la battaglia nella Rete

L’incontro con Pepsy, navigatore esperto web, è stato una buona occasione per tanti di capirne di più delle nuove leggi che, dalla Francia, alla Spagna, passando per l’Italia stanno cercando di imbrigliare e censurare la Rete. E’ stata anche una buona occasione per analizzare le tante forme del controllo e per dare una prima occhiata al funzionamento delle batterie di cannoni delle navi pirata.

Ogni volta che la “libertà è in pericolo” gli Stati la difendono rubandocene grossi pezzi.
Promulgano leggi che danno più poteri alla polizia, inventano nuovi reati, che esercitano un maggiore controllo sulle nostre vite.
Internet, straordinario sistema di comunicazione, che per sua stessa natura sfugge alle vecchie regole e alle necessità che imbrigliano la carta stampata, è sempre più nel mirino dei legislatori. Sebbene gli Stati possano praticare talora la censura esplicita o il taglio dei flussi informativi, tuttavia solo regimi esplicitamente autoritari vi fanno ricorso.
I più preferiscono mantenere aperte le vie telematiche, che diventano il luogo ove sperimentare la messa sotto sorveglianza di un’intera società.
Non solo. Gli strumenti che la tecnologia offre alle polizie sono infinitamente più sofisticati che in passato, permettendo un’invasività mai conosciuta in precedenza.
Difendersi è difficile ma non impossibile.
Ogni giorno i pirati del web si affrontano in mare aperto con i pescecani della cyber polizia.

Ascolta la chiacchierata con Pepsy fatta in preparazione dell’incontro organizzato dalla FA torinese:

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