Priebke. Un cattivo ragioniere e la nuova legge sul negazionismo

Gli faranno il funerale in segreto, nel silenzio. Dopo tanto clamore, dopo le proteste e gli scontri, Erich Priebke avrà la sua tomba.
Gli è andata meglio che alle sue vittime, tutti insieme in una fossa comune alle Ardeatine, gli è andata meglio che ai 385 morti di Lampedusa, uccisi dalle frontiere, annegati dalle leggi italiane.
Dopo il clamore, i riflettori, le visite eccellenti di Letta, Alfano, Barroso sono stati dimenticati.
Dopo 15 giorni li hanno stipati in tombe anonime, senza alcun funerale, senza neppure un nome sulla bara.
Questa vicenda fotografa il nostro paese, un paese senza memoria, che piange i bimbi annegati e se ne dimentica subito. Un paese dove i criminali di guerra, italiani e tedeschi, sono tornati quasi tutti nelle loro case settant’anni fa, perché la guerra era finita ed era meglio dimenticare. Peccato che la giustizia italiana, sorda e cieca di fronte a torturatori ed assassini, sia stata inflessibile con quei partigiani che la lotta armata l’avevano prolungata oltre la fine ufficiale della guerra. Decenni di galera consumata nel silenzio di una classe politica i cui eredi oggi sono indignati perché non vogliono la tomba del nazista Priebke in Italia.
Pochi sanno che Priebke è stato condannato per l’assassinio di 5 dei 355 ostaggi fucilati alle Ardeatine.
In base alla Convenzione di Ginevra, sottoscritta anche dall’Italia, l’uccisione per rappresaglia di dieci nemici per ogni soldato ammazzato da truppe irregolari è perfettamente legale.
Priebke è stato condannato perché era un cattivo ragioniere.
L’emozione scatenata dalla questione dei funerali dell’ex ufficiale tedesco, gli scontri ad Albano, hanno consentito a Napolitano di intervenire per spingere l’approvazione di nuova legge contro il negazionismo, una legge che punisce l’apologia o l’istigazione a commettere atti contro l’umanità, di terrore, crimini di guerra. In questo modo, per sua stessa dichiarazione, Napolitano intenderebbe dare una ripulita all’immagine dell’Italia. La nuova legge, per un paradosso della politica dovrebbe in primis colpire i giudici e i politici che hanno coperto il criminali di guerra italiani, seppellendoli in un armadio da cui sono emersi casualmente solo qualche anno fa.
In realtà sarà solo un ulteriore colpo alla libertà di opinione. Come se la verità su quanto accadde si potesse imporre per legge, come se ci si potesse sottrarre al compito di tutela delle memoria, affidandosi alle scure dei tribunali.

Di questa storia fatta di oblio ed omissioni abbiamo parlato con Claudio Venza, dell’università di Trieste.

Ascolta la diretta:
2013 10 18 venza priebke




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