RESA DEI CONTI ALLA MADDALENA – LA PERLA DI LABUAN 19/4/2019

Riccardo

“Il Tav glielo faccio passare proprio nel mezzo della Val Susa, perché tanto é proprio una valle di merda che fa schifo.” é il commento (non verbalizzato) di Chiamparino, all’epoca sindaco uscente di Torino. Lo troviamo in “Resa dei conti alla Maddalena – Diario di due anni cruciali per la lotta contro l’Alta Velocità in Valle di Susa” di Fabrizio Salmoni, già militante di Lotta continua, oggi giornalista indipendente, che sarà presente ai microfoni. Gli anni sono il 2010 e il 2011, con gli occhi di Fabrizio rivisitiamo le miriadi di presidi di lotta, cene sociali, presentazione di libri, blocchi stradali e il taglio dell reti a cui parteciparono molte migliaia di persone di tutte le età, condizione sociale e retroterra culturale. “Se l’avesse previsto la maga Circe, non ci avrei creduto. Una folla enorme come non s’era mai vista in una manifestazione convocata in due giorni.” La violenza dello stato non solo con manganelli ma anche candelotti sparati ad altezza d’uomo, gas Cs, spray urticanti e brutalità sui fermati quando non ci sono telecamere. Ma anche dubbi, divisioni e contraddizioni com’é normale in un movimento davvero popolare e di massa. Un ritratto vivido del post-fascista Agostino Ghiglia, del post-comunista Stefano Esposito e del post-giornalista Massimo Numa, che però sono solo la prima linea della lobby pro-Tav dove la differenza tra destra e sinistra scompare. Tra le ditte appaltatrici c’é la CMC di Ravenna, una delle più grandi cooperative rosse.  “A presiedere l’Osservatorio Tecnico viene chiamato l’architetto Mario Virano, uno di quei manager provenienti dal vecchio PCI fattosi classe di governo.” Completa il libro un’appendice fotografica e alcuni estratti di cronaca del processo per i fatti del 27 giugno e del 3 luglio 2011. “Per gli assediati la mattina avanza lenta, dai telefonini giungono le notizie della manifestazione in marcia.” Buon ascolto.




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