Sorveglianza speciale, CPR Caltanissetta, smart ambiente sorvegliante

Bello come una prigione che brucia

[puntata del 13 gennaio 2020 … audio mediocre]

Torniamo a parlare della misura “preventiva” della Sorveglianza Speciale, partendo dal suo recente utilizzo per colpire e disciplinare le condotte di quattro compagni anarchici accusati di imbrattamento nel corso di un corteo a La Spezia svoltosi in solidarietà e in difesa di Paska, prigioniero anarchico pestato nel carcere locale. Insieme a Carlo, uno dei sorvegliati speciali, approfondiamo la funzione, le caratteristiche e la “agilità applicativa” di questo dispositivo repressivo.

 

La mattina di domenica 12 gennaio, un uomo di origine tunisina recluso nel CPR di Pian del Lago (Caltanissetta) è stato trovato morto nella sua cella. Questo ha dato vita a un’accesa protesta che ha distrutto parti del centro. Ne parliamo con un recluso di questo lager per “senza documenti”.

 

A Grugliasco, nella cintura di Torino, hanno da poco attivato dei varchi sorveglianti per “leggere” le targhe dei veicoli, interfacciarle con il database della motorizzazione, verificare il pagamento di bollo e assicurazione ed eventualmente richiedere l’intervento in tempo reale di una pattuglia di polizia locale. Le forme di sorveglianza di massa automatizzata, che non richiedano quindi la presenza di un operatore umano, si diffondono quali embrioni della Smart City, competendo alla creazione di un “ambiente sorvegliante” che disciplina le condotte della popolazione, edificando una sorta di labirinto comportamentista all’interno del quale i sensori regolano le azioni degli umani-cavia. Parallelamente e complementarmente, si impone la presenza sul mercato italiano dei prodotti e dei sistemi di sorveglianza di massa Made in China: aziende come Hikivision e Sunell colonizzano i territori con il loro modello di gestione della popolazione e dello spazio.




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