Viaggio nella memoria, da Notre Dame all’Asilo smart Lab

liberation front

Luigi Di Maio arriva a Torino con una borsa piena di denari, 7,5 milioni precisamente, da investire in Aurora per trasformare l’ex Asilo Occupato in un Polo per le Tecnologie Emergenti. L’idea pentastellata di restituire alla comunità uno spazio è di spendere i soldi pubblici per offire un luogo ad aziende e start up del terzo settore. Così anche noi abbiamo deciso di lanciarci nel mercato della tecnologia e creare una app. Di cosa si tratta?

L’incendio che ha bruciato il tetto di Notre Dame ci offre uno spunto interessante per parlare di memoria: infatti nel libro di Hugo ispirato alla cattedrale parigina il capitolo “questo ucciderà quello” offre un analisi di come la scrittura abbia soppiantato l’architettura; un’arte che nel corso dei secoli è stata la forma espressiva e comunicativa di vari popoli. L’invenzione dei caratteri mobili ha permesso una maggiore velocità, comunicabilità e individualizzazione della rappresentazione collettiva di una paese e delle genti che vi abitano. Oggi le nuove forme di comunicazione preprano il crepuscolo alla scrittura a favore dell’immagine: linguaggio globale e alla portata di tutti. Questa forma espressiva si sposa con l’idea di “società dell’apparire”, in cui l’essere e l’avere non sono più i paradigmi ambiti dall’individuo e dalla società intera: basta la parvenza e un buon lavoro di auto-marketing nel mondo virtuale per esprimere ciò che si è, o meglio, ciò che si vorrebbe essere.

Parallelamente v’è sempre una minore capacità a esprimersi, ma anche solo ad usare, una penna. La velocità impone ritmi di comunicazione più alti traducendo la comunicazione scritta in slogan: lontani dall’ampiezza del pensiero e dalla personalità della grafia.
D’altro campo l’obbiettivo delle telecamere diviene sempre più pervasivo, ogni luogo e ogni momento divengono fermi immagine da cattutare per poi condividere sui social, perpetuando l’impero economico dei colossi virtuali e offrendo dettagli e volti all’apparato repressivo. La realtà è tale solo se riconoscibile in video o in foto e anche le nostre esperienze divengono tali solo se v’è la possibilità di rivederle. L’essere umano ha deciso di delegare la sua memoria ai nuovi strumenti tecnologici.

A fine puntata scopriamo qual è l’app offerta da Liberation front;
per ascoltare il podcast della puntata clicca qui:




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