Comunicato Stampa : Una banca come tutte le altre

Scritto dasu 7 Aprile 2011

Una banca come le altre

Da qualche anno Radio Blackout ha aperto il suo conto corrente presso la “Banca Popolare Etica” di Padova. Abbiamo scelto questa banca perché, rispetto a tutte le altre, ci sembrava la meno compromessa con l’industria bellica e il commercio di armi.

Da diversi anni, inoltre, Radio Blackout ha raccontato – spesso attraverso la loro viva voce – la resistenza degli stranieri senza-documenti rinchiusi dentro i Centri di identificazione ed espulsione, e la violenza quotidiana cui sono sottoposti anche grazie alla complicità di quegli enti (Croce rossa, Cooperative e Misericordie) che gestiscono i campi di prigionia della cosiddetta “guerra ai clandestini”.

Le recenti notizie riguardo allo stretto legame tra la Banca Etica e il Consorzio Gino Mattarelli (Cgm), partner e socio fondatore della banca, e contemporaneamente socio e finanziatore del Consorzio Connecting People, l’ente che gestisce diversi Centri di identificazione ed espulsione in Italia, non ci possono pertanto lasciare indifferenti.

Nonostante un comunicato diffuso in questi giorni affermi che «Banca Popolare Etica non finanzia e non ha mai finanziato i Cie», nonostante nel 2003 il Comitato Etico della banca avesse sconsigliato «il sostegno finanziario, sia pure nelle forme più indirette» alla gestione di simili strutture, è un dato di fatto che esiste un legame tra la Banca Etica e i gestori di prigioni per stranieri senza-documenti.

Per quanto ci riguarda, indipendentemente dalla visione di ciascuno sulla possibilità di una finanza realmente etica, cioè slegata dagli interessi di ogni meccanismo di dominio e di sfruttamento, d’ora in avanti considereremo Banca Etica una banca come le altre. E la scelta di tenere o meno il conto presso tale banca sarà guidata esclusivamente da valutazioni sulla convenienza della sua offerta commerciale.

Sarebbe opportuno, per sgomberare il campo da ogni spiacevole equivoco, che Banca Etica cambiasse nome, ad esempio in “Banca Meno Peggio”; oppure, nel caso ciò fosse impraticabile, che Banca Etica non sfruttasse il suo marchio per solidarizzare con gestori di Cie e condannare chi lotta contro di essi; oppure ancora, e proprio nel nome di quell’etica cui la banca fa riferimento, che Banca Etica recidesse ogni legame con chi si arricchisce sulla pelle degli stranieri senza-documenti.

La Redazione di Radio Blackout


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