Presunte evasioni e vere ingiustizie

Scritto dasu 5 Febbraio 2013

Ancora una storia torbida, ancora una montatura dei Ros. Questa volta la volontà è quella di colpire un detenuto coraggioso, che da anni denuncia pestaggi e angherie, cercando di organizzarsi con i propri compagni di prigionia per alzare la voce contro le ingiustizie e le vessazioni terribili che sono il centro di quel dolorificio organizzato che è il carcere. Una storia da romanzo di serie B che però serve a costruire accuse di prim’ordine e comminare misure di custodia a persone già in stato di detenzione. La storia è intricata. Si sovrappongono vari livelli. Agenti di custodia corrotti che per arrotondare il magro stipendio favoriscono l’ingresso in carcere di piccole quantità di stupefacente (come avviene in quasi tutti i carceri), finti agenti di custodia che preparano vere montature (agenti del ROS sotto copertura) e un progetto di evasione rocambolesca con l’ausilio di un elicottero e il sequestro di un pilota. Ci piacerebbe pensare che Maurizio stesse preparando un’evasione tanto audace ma probabilmente non è così e sarebbe stato forse fuori tempo massimo. La realtà è kmeno romantica spesso e ci parla del tentativo di isolare Maurizio e soprattutto la solidarietà che grazie a lui e a tanti compagni gli si stava costruendo attorno, in periodi in cui una certa sensibilità su queste tematiche forse riprende a circolare. Tentativo reso evidente dalla propaganda mediatica orchestrata per far apparire i solidali come poveri illusi, se non scemi tout court, irretiti dalle fandonie di malavitosi navigati. E a proposito i Ros chiamano in causa nel piano di evaione un presunto boss che sarebbe uscito dall’inferno di Tolmezzo di lì a pochi mesi.

Ascolta la diretta con Adele compagna del coordinamento contro il carcere e la repressione Alfieri

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