Ponte Galeria: espulsioni, accoglienza e giubileo

Scritto dasu 18 Dicembre 2015

A una settimana dalla rivolta nel Cie di Ponte Galeria si possono apprezzare i risultati: alcuni ragazzi sono stati liberati dopo il loro fermo in seguito alla incursione al Baobab, il centro di prima accoglienza gestito con la compiacenza delle istituzioni e poi chiuso a seguito del delirio securitario prodotto dal Giubileo. Altri invece sono stati spostati nei Cie della penisola ancora parzialmente agibili, persino in corso Brunelleschi a Torino, dove la struttura è in buona parte danneggiata e inagibile.

Si dimostra così che non è attraverso le visite e la collaborazoine che si può smantellare questa rete di costrizione concetrazionaria. Infatti la sezione femminile trattiene ancora una cinquantina di persone, tra cui le nigeriane di cui tanto si è parlato anche a sproposito o con enfasi esagerata per conferire visibilità alle strutture che collaborano con le istituzioni (e spesso lucrano) sulla pelle di chi ha pigmentazione leggermente diversa.

Da quando sono in atto le misure giubilari a Roma sono già stati identificati 4500 migranti ospiti di strutture in cui hanno fatto incursione le forze dell’ordine, oppure se si riparavano in stazioni o luoghi di accoglienza… un accanimento inaudito.

Ma Giulia ci ha fatto un quadro completo della situazione dell’identificazione, dell’espulsione e dell’accoglienza ai tempi del Giubileo:

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