Ancora forti tensioni in Burkina Faso dopo l’attentato di gennaio

Scritto dasu 1 Febbraio 2016

La popolazione burkinabé continua ad essere oggetto di forti pressioni e violenze. Le prime elezioni libere che si sono svolte a novembre, dopo il colpo di stato dello scorso settembre, non sembrano in grado di garantire un minimo di stabilità dopo una dittatura quasi trentennale. L’uscita di scena del deposto presidente Blaise Compaoré, rimasto per 27 anni al potere e responsabile dell’assassinio di Thomas Sankara, e del generale Dienderé, suo braccio armato, non sembra affatto semplice. Sono molti i legami del nuovo presidente Kaboré con Compaoré così come sono enormi gli intressi di Francia e Stati Uniti nel paese e, più in generale, nell’area.

Abbiamo parlato questa mattina con Francesca, una compagna che vive in Burkina da molti anni, della situazione molto tesa e precaria sul piano politico e sociale che vive la popolazione burkinabé a cui si aggiungono chiari tentativi di destabilizzazione (molto utili agli interessi di lobby e governi stranieri, in particolare francesi e statunitensi) come l’attentato che venerdì 15 gennaio ha colpito il centro di Ouagadogou, causando 29 morti.

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